Porto di Genova, il M5S chiede chiarezza sullo sversamento dei fanghi di dragaggio

«Una follia. Presenteremo interrogazioni a tutti i livelli, dai Municipi al Parlamento europeo»

«Sullo sversamento di fanghi dal dragaggio del bacino di Sampierdarena e porto passeggeri nel canale di calma dell’aeroporto di Genova, commissionato dalla Autorità di sistema portuale per permettere l’accesso alle banchine delle navi da crociera di maggiore pescaggio, interrogheremo chi amministra la cosa pubblica a tutti i livelli».

Lo rendono noto i pentastellati liguri che siedono nei Municipi, in Comune a Genova, in Regione Liguria, alla Camera e al Senato insieme alla capodelegazione del M5S al Parlamento europeo Tiziana Beghin.

«Oltre 700mila metri cubi di fanghi contaminati e rifiuti sono stati riversati nelle acque genovesi, in spregio alla legge che disciplina il dragaggio dei fondali dei porti italiani – dichiara Beghin -. Una follia assoluta, oltre che un infrangimento delle Direttive europee. Mi riferisco alla Direttiva quadro sulle acque, che richiede agli Stati membri di adottare le misure necessarie per raggiungere il buono stato ecologico e chimico delle acque costiere e prevenire il loro deterioramento, e questa richiesta si applica anche alle attività di dragaggio. E mi riferisco poi agli articoli 12 e 13 della Direttiva quadro sui rifiuti, che impongono agli Stati membri di adottare le misure necessarie per garantire che i rifiuti vengano sottoposti a operazioni di smaltimento sicure, senza mettere a rischio la salute umana e senza danneggiare l’ambiente. Ho immediatamente inviato alla Commissione europea un’interrogazione scritta con procedura d’urgenza per chiedere: come intende valutare se la gestione di questi sversamenti in mare dei materiali di scavo violi le Direttive Quadro sulle Acque e sui Rifiuti; e in che modo sta monitorando l’attuazione delle Direttive citate».

«Toti e la sua Giunta riferiscano in aula: i cittadini genovesi devono sapere con quali criteri è stata presa una decisione di questa portata senza che sia stato avviato un iter partecipativo pubblico. Come M5S abbiamo depositato un’interrogazione urgente per sapere quale istruttoria tecnica e quale procedura di legge è stata svolta al fine di garantire la migliore tutela ambientale dell’ormai avvenuto sversamento? Chiediamo anche se la Giunta non ritenga necessario istituire, previo apposito confronto nella commissione consiliare competente, un protocollo che garantisca una partecipazione pubblica prima di qualsiasi decisione di ulteriori sversamenti in mare dei materiali di scavo dei fondali marini nei porti liguri”, aggiunge il consigliere regionale Paolo Ugolini.

«È una situazione sulla quale serve chiarezza e massima trasparenza. Qualora l’iter dello sversamento dovesse risultare irregolare, stando agli organi competenti, qualcuno se ne dovrà assumere la responsabilità», aggiungono il senatore M5S Luca Pirondini con il deputato Roberto Traversi.

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