Forum Ambrosetti: nel 2022 pil ligure +3,7%, in linea con la media nazionale

Per il 2023 le stime preliminari della Regione Liguria indicano una crescita del pil ligure pari all'1,5% contro l'1,3% dell'Italia attualmente previsto da Banca d'Italia

Forum Ambrosetti: nel 2022 pil ligure +3,7%, in linea con la media nazionale

Il 2021 ha rappresentato un anno di ripresa economica per il Paese e all’interno del contesto nazionale la Liguria ha riportato un tasso di crescita del +6,6% in linea con quello nazionale che, tuttavia, non permette ancora alla regione di recuperare i livelli pre-Covid 19. Inoltre, secondo i dati di Banca d’Italia, nel 2022 il pil ligure è cresciuto del +3,7%, anch’esso in linea con la media nazionale. Con riferimento al 2023, le stime preliminari dell’Ufficio Statistica della Regione Liguria indicano una crescita del pil ligure leggermente superiore a quella nazionale, pari all’1,5% contro l’1,3% dell’Italia attualmente previsto da Banca d’Italia. È quanto risulta dalla settima edizione del Rapporto Strategico “Liguria 2030”, realizzato da The European House – Ambrosetti con il supporto di Regione Liguria e in collaborazione con Enel, Esso Italiana, Hitachi, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Ansaldo Energia, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Camera di Commercio Genova, Camera di Commercio Riviere di Liguria – Imperia La Spezia Savona, Confindustria Nautica, Excelsior Palace Hotel, Italiana Coke, Gruppo Messina, Pizzarotti e Unione Industriali della Provincia di Savona e presentato questa mattina  all’Excelsior Palace Hotel di Rapallo.

Il Rapporto presentato oggi sintetizza la settima edizione e presenta due aree di focalizzazione: la visione di sviluppo “Liguria: dal mare alla vita” e il suo stato di avanzamento e lo stato di sviluppo delle infrastrutture fisiche e digitali.

L’export ha rappresentato un fattore di spinta alla crescita della regione nel 2022, con un tasso del +33% contro una media nazionale del +20% che ha permesso alla Regione di superare per la prima volta i 10 miliardi di euro. Al tempo stesso, nel 2022 gli occupati della regione sono pari a 616.000, +3,6% rispetto al 2021 (contro una media nazionale di +2,4%). Inoltre, anche nel 2022 la Liguria si conferma la 1° regione in Italia per incidenza percentuale delle imprese dell’economia del mare sul totale (10,5% contro 3,8% media nazionale), sia per incidenza percentuale del valore aggiunto generato dall’economia del mare sul totale regionale (11,0%) che per incidenza degli occupati (14,4%) e per teu movimentati (35% del totale nazionale).

Nella presente edizione, The European House-Ambrosetti ha aggiornato, grazie a un proficuo lavoro di collaborazione con la Regione Liguria, il modello proprietario per stimare le risorse del Pnrr che saranno veicolate sul territorio ligure. L’aggiornamento del modello ha portato a una revisione del valore finale in 6,8 miliardi di euro (il 3,1% delle risorse del Pnrr e del Fondo Complementare) e delle diverse quote di risorse relative alle 6 Missioni del Pnrr alla luce dell’avanzamento del Piano e dell’assegnazione delle risorse. Di questi, il valore più elevato (4,2 miliardi di euro) è confermato essere quello relativo alla Missione 3 “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, mentre quello più basso (190 milioni di euro) si conferma quello della Missione 6 “Salute”. Alla luce dell’aggiornamento del modello, le ricadute del Pnrr sul pil ligure sono stimate in 6,7 miliardi di euro cumulati al 2036 (+11,4% rispetto al 2026 in uno scenario counterfactual senza Pnrr.

Nel disegno complessivo di sviluppo della Regione Liguria e di realizzazione della visione “Liguria: dal mare alla vita”, non si può prescindere dalla creazione di un sistema di infrastrutture fisiche e digitali in grado di ridare centralità alla Liguria e connetterla con il resto del mondo. Nel percorso 2018/2019 dell’iniziativa “Liguria 2022” The European House – Ambrosetti ha, infatti, attivato un Osservatorio permanente per il monitoraggio dei principali progetti infrastrutturali di trasporto e collegamento in fase di realizzazione o programmati in Liguria, con l’obiettivo di restituire una visione complessiva degli interventi presenti e di quantificare gli investimenti in opere infrastrutturali di trasporto richiesti e le relative ricadute sul territorio a seguito della loro realizzazione.

Considerando le infrastrutture in corso di realizzazione in regione e i ritardi mappati all’interno dei cronoprogrammi di realizzazione è stato possibile aggiornare, ricalcolandolo, l’impatto che tali investimenti possono generare sul sistema economico ligure con un orizzonte di breve e di medio-lungo periodo. Il completamento delle opere infrastrutturali mappate ha un impatto significativo per l’economia ligure che si traduce in un aumento stimato del pil regionale di 3,9 miliardi di euro al 2025 rispetto al 2019 (quantificabile in una crescita del 7,8% rispetto al 2020, anno di partenza degli interventi infrastrutturali considerati), fino ad un aumento del +13,7% al 2030 (per un valore di 6,8 miliardi di euro aggiuntivi). Nel breve periodo, a causa dei ritardi che si stanno accumulando sulle principali opere, le stime di The European House-Ambrosetti hanno, invece, quantificato una perdita di valore potenziale nell’ordine dei 1,1 miliardi di euro cumulati al 2025.

Nel 2022 l’Osservatorio permanente sulle infrastrutture del think tank Liguria 2030 è stato potenziato con il monitoraggio delle infrastrutture di rete per abilitare la transizione digitale della Regione, ambito chiave del Pnrr che ha dedicato alla digitalizzazione oltre 60 miliardi di euro. Con particolare riferimento al contesto ligure, nel 2022, il 56,2% delle famiglie dispone di una connessione fissa a banda larga, posizionando la Regione al 13° posto in Italia. Tuttavia, la connettività ultraveloce è un importante acceleratore dello sviluppo in quanto agisce sulla produttività stimolando l’utilizzo di strumenti digitali da parte di aziende e cittadini e realizzando risparmi di tempo, maggiore efficienza, controllo dei processi ed elevati standard di sicurezza; promuove la parità di accesso ai servizi e pari opportunità di sviluppo tra le diverse geografie o Regioni riducendo il divario digitale; supporta lacompetitività e la capacità di innovazione dei modelli di business e dei modelli operativi.

Attraverso il modello previsionale di The European House-Ambrosetti, è stato possibile quantificare i benefici incrementali per l’economia ligure attivabili a partire dal pieno dispiegamento della Banda Ultra Larga: si tratta di 1,39 miliardi di euro di pil aggiuntivi e cumulati al 2026, pari a un incremento complessivo del 3% rispetto all’attuale pil ligure nell’ipotesi di raggiungere l’85% di famiglie liguri coperte e con sottoscrizioni attive a Banda Ultra Larga.

All’interno di questo impianto strategico, il think tank “Liguria 2030” ha individuato 4 ambiti di intervento per favorire la crescita sostenibile della Regione:

‒ infrastrutture fisiche: fino a 14% di pil potenzialmente abilitato al 2030 grazie alla realizzazione di infrastrutture strategiche per il territorio;

‒ infrastrutture digitali: fino a 3% di pil potenzialmente abilitato al 2026 grazie al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano «Italia 1 Giga»;

‒ portualità: l’elettrificazione dei porti liguri potrebbe portare a una riduzione tra 300 e 400 mila tonnellate CO2 pari a un valore compreso tra il 6% e il 7% del totale delle emissioni del settore della navigazione nel Paese;

‒ mobilità: nella presente edizione del think tank “Liguria 2030” è stato sviluppato un business case sui benefici di un paradigma di mobilità urbana avanzata e sostenibile a Genova che possa essere implementato a livello regionale. In tale contesto, la diffusione del paradigma della Mobility-as-a-Service e l’elettrificazione del trasporto pubblico locale possono abilitare benefici relativi a minori emissioni (fino al 28% in meno di tonnellate di CO2 generate dal parco circolante al 2021) una minore congestione stradale (fino al 44% in meno di macchine in circolazione) e fino al 58% in meno di tempo perso al giorno nel traffico.

Valerio De Molli, managing partner e ceo di The European House-Ambrosetti, ha dichiarato: «Le analisi sviluppate nella settima edizione del Rapporto Liguria 2030 sono estremamente positive e restituiscono l’immagine di un territorio dinamico, competitivo su scala nazionale ed internazionale e fortemente orientato all’innovazione. La Liguria nel 2022 ha registrato una crescita in linea con la media nazionale, collocando il territorio sullo stesso livello di altre importanti regioni del Paese e, per il 2023, le stime preliminari indicano un andamento del pil addirittura superiore alla media nazionale. Ottimo anche l’andamento delle esportazioni: nel 2022, per la prima volta, il valore dell’export ligure ha superato i 10 miliardi di euro ed ha registrato una crescita maggiore della media italiana. Record i dati del 2022 sull’occupazione ed estremamente incoraggiante la diminuzione del tasso di neet. Concludo sottolineando come, i quattro ambiti strategici individuati per questa edizione (infrastrutture fisiche e digitali, portualità e mobilità) sono assolutamente prioritari per la crescita sostenibile e duratura del territorio, che deve continuare a rappresentare un hub logistico e polo dell’innovazione del Paese».

«Il Forum Ambrosetti – ha affermato il presidente della Regione Giovanni Toti – è ormai un appuntamento tradizionale, il tagliando della nostra economia in un’estate particolarmente importante per la Liguria . I dati positivi sono molto significativi, con diversi indicatori al di sopra della media nazionale: dalle previsioni di crescita del pil per il 2023 fino alla straordinaria ripresa del turismo, anche migliore rispetto al boom dell’anno scorso grazie alla valorizzazione del nostro immenso patrimonio culturale e alla riconferma del nostro mare come il più bello d’Italia con il record di Bandiere blu. Positivi anche i dati sull’occupazione, in crescita, sull’andamento dei mercati della nautica e delle crociere, dell’export e della logistica. Manteniamo saldamente il primato nazionale di Bandiere blu con il mare più bello d’Italia e siamo anche la prima Regione d’Italia per incidenza delle imprese dell’economia del mare. Il quadro complessivo è decisamente positivo, anche se l’altra faccia della medaglia sono le difficoltà legate alla guerra purtroppo ancora in atto ai confini dell’Europa, l’inflazione e i rincari energetici che, nonostante oggi si stiano ridimensionando, nell’ultimo anno hanno duramente colpito le famiglie e le fasce più fragili della popolazione. E c’è ancora da lavorare molto per esempio in termini di transizione energetica e digitalizzazione del territorio su cui dobbiamo recuperare posizioni. In questo quadro in divenire, è evidente l’impatto strategico che potranno avere da un lato la realizzazione delle infrastrutture come il Terzo Valico o la Diga, e, dall’altro, i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Fondo complementare per oltre 6 miliardi di euro. Ma non solo: è in corso una proficua interlocuzione con il governo per integrare al meglio il Pnrr con la programmazione europea per i prossimi cinque anni, a partire dai fondi Fsc fino al Fondo Sociale Europeo, attraverso il Por Fesr e il Psr in una logica di vasi comunicanti e non di compartimenti stagni. Certamente – ha concluso Toti – la Liguria è tra le Regioni più avanti nella progettazione degli interventi e questo ci garantisce un vantaggio importante che ci fa guardare con fiducia ai prossimi anni. Questo Forum, grazie al cruscotto fornito annualmente dallo studio Ambrosetti, è dunque l’occasione per tarare meglio l’impatto delle nostre scelte e decisioni, lavorando insieme agli stakeholder del territorio».

In allegato il tableau de bord

 

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