Emergenza caldo: sindacati chiedono protocollo e osservatorio per combattere il rischio calore

Necessario articolare l’orario di lavoro sulle ore meno calde, ruotare nel turno i lavoratori, programmare il lavoro in base alle zone più ombreggiate

Emergenza caldo: sindacati chiedono protocollo e osservatorio per combattere il rischio calore

Formare e informare le lavoratrici e i lavoratori e dare strumenti alle parti datoriali per affrontare il rischio da calore. Questo deve essere un obiettivo non più rimandabile per la comunità del lavoro, un obiettivo che occorre perseguire nel più breve tempo possibile. A dirlo sono le organizzazioni sindacali Cgil Genova, Cisl Genova, Uil Liguria che ieri pomeriggio hanno partecipato a un vertice in Prefettura che ha messo al centro la necessità di far fronte all’emergenza caldo nei settori più colpiti quali edilizia, attività portuali e agricoltura.

Alla luce degli importanti cambiamenti climatici in atto, deve essere rivista la valutazione del rischio e gli strumenti a disposizione per mettere in sicurezza lavoro, salario, impresa. Ad affermarlo sono Igor Magni segretario generale Cgil Genova, Marco Granara responsabile Ast Cisl Genova e Fabio Servidei segretario regionale Uil Liguria presenti al tavolo fortemente voluto dai sindacati confederali.

«Urge promuovere in tempi brevi un Osservatorio sul clima presso la Prefettura di Genova sui temi della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro che, insieme al Comitato consultivo permanente operante nell’ambito dell’Inail, ponga al centro le attività di prevenzione, formazione e informazione nei luoghi di lavoro circa i rischi da calore – spiegano Magni, Granara, Servidei – Lo chiediamo da tempo per aumentare la consapevolezza sui rischi da calore per le lavoratrici e i lavoratori esposti a eventi particolari, quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza e al rischio di danni da stress termico, dovuto a temperature eccezionalmente elevate o a condizioni climatiche particolarmente avverse».

Per rivedere i tradizionali protocolli sul rischio occorre il coinvolgimento di tutti i soggetti preposti come dal d.lgs. n.81/2008:  Rspp, medico competente, Rls, Rlst e Rls di sito o organismi contrattuali preposti alla sicurezza.

Non c’è più tempo da perdere, secondo Cgil, Cisl e Uil occorre velocizzare il percorso dei tavoli per mettere mano all’organizzazione del lavoro. «Dobbiamo batterci tutti insieme per definire l’organizzazione aziendale circa l’articolazione dell’orario di lavoro, dedicare alle lavorazioni le ore meno calde, effettuare una rotazione nel turno fra i lavoratori esposti al rischio, programmare il lavoro in modo da sfruttare al meglio le zone più ombreggiate e, quando possibile, prevedere l’installazione di sistemi per ripararsi dal sole con teli ombreggianti, ombrelloni – chiudono Magni, Granara, Servidei – E poi formazione e strumenti come la cassa integrazione per far fronte all’emergenza».

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here