Emergenza caldo in edilizia: Amoretti (Fillea Imperia): «Oltre i 35 gradi fermare le lavorazioni»

In caso di temperature elevate le aziende possono richiede all'Inps la cassa integrazione

«Oltre i 35 centigradi le aziende possono sospendere le lavorazioni e chiedere la cassa integrazione per il personale», William Amoretti segretario generale Fillea Imperia lancia l’allarme sull’emergenza caldo in edilizia.

«Questa ondata di calore impone misure straordinarie a tutela della salute degli operai edili − commenta −. Come Fillea stiamo effettuando sopralluoghi nei principali cantieri edili della provincia e in via principale informiamo i lavoratori sui comportamenti corretti da osservare, soprattutto per chi opera all’aperto».

Le imprese registrate alla Cassa Edile di Imperia sono circa 620 e occupano circa 2.700 lavoratori. La Fillea Cgil ha organizzato una campagna sull’emergenza calore che ricorda quali siano gli strumenti per limitare il disagio di un lavoro usurante già in condizioni climatiche accettabili.

«Il datore di lavoro è responsabile della salute dei propri dipendenti e deve obbligatoriamente garantire condizioni di lavoro salubri, se necessario anche rimodulando orari e turni di riposo. Vanno garantite zone d’ombra e acqua fresca», ricorda Amoretti.

Sopra i 35 gradi, ma anche in caso di temperature inferiori ma “percepite” come elevate, le aziende possono richiede all’Inps la cassa integrazione: «Abbiamo diversi strumenti a tutela della salute degli edili – conclude Amoretti – invitiamo tutti i lavoratori che hanno necessità a rivolgersi alle strutture della Fillea Cgil».

 

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