Carenza medici di medicina generale, la Regione Liguria aumenta gli assistiti da 850 a 1000

Recepita a tempo record la legge dello Stato datata 3 luglio

Carenza medici di medicina generale, la Regione Liguria aumenta gli assistiti da 850 a 1000

La giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Angelo Gratarola, ha disposto l’aggiornamento della delibera sul massimale per gli assistiti dei medici di medicina generale ad attività oraria di ventiquattro ore settimanali che passa così da 850 a 1000 pazienti.

«La cronica carenza di medici di medicina generale è evidente sul nostro territorio come nel resto del paese. E così la Liguria tra le prime Regioni italiane – dichiara il presidente Giovanni Toti – in seguito alla legge 87 del 3 luglio sulle ‘disposizioni urgenti in materia di amministrazione di enti pubblici, di termini legislativi e di iniziative di solidarietà sociale’, ha recepito le modifiche disposte dallo Stato che innalzano il massimale degli assistiti».

«È un provvedimento per cercare di arginare la carenza quasi cronica di medici di medicina generale – aggiunge l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola – l’emergenza Covid ha accelerato un processo che era già in atto: la carenza di personale si manifesta in alcune aree, soprattutto quelle interne, che risultano senza copertura. Ben vengano dunque tutti i provvedimenti che vanno nel solco dell’ampliamento, dell’eliminazione di limitazioni che in qualche modo possono frenare o arginare questo fenomeno fino a quando il sistema tra qualche anno sarà tornato sotto i livelli di guardia. Regione Liguria continua intanto l’attività formativa con i corsi di formazione specifica in medicina generale e da inizio anno ha formato oltre 90 medici».

Il decreto legislativo 17 agosto 1999 n. 368 prevede che per l’esercizio dell’attività di medico di medicina generale nell’ambito del servizio sanitario nazionale sia necessario il possesso del diploma di formazione specifica in medicina generale. Tale attestato si consegue a seguito di un corso della durata di tre anni, riservato ai laureati in medicina e chirurgia, abilitati all’esercizio professionale, organizzato e attivato dalle singole Regioni.

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