Comuni, Piciocchi: «Necessaria una stagione costituente del federalismo fiscale in Italia»

«Il Governo deve dirci se crede veramente nei Comuni e quindi se li mette in condizioni di operare secondo una logica di autonomia e di responsabilità»

Comuni, Piciocchi: «Necessaria una stagione costituente del federalismo fiscale in Italia»

«Auspichiamo una stagione costituente del federalismo fiscale in Italia, il Governo deve dirci se crede veramente nei Comuni e quindi se li mette in condizioni di operare secondo una logica di autonomia e di responsabilità». Lo ha dichiarato il vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Genova Pietro Piciocchi al termine dell’evento a Palazzo Tursi organizzato da Anci Liguria con Comune di Genova, Città metropolitana, Anci e Ifel dal titolo “La finanza locale dei Comuni”.

«È stata una giornata di confronto importante con il sottosegretario Savino, che è il nostro interlocutore sui temi della finanza locale – ha spiegato Piciocchi – temi di assoluta urgenza perché i Comuni, in particolare quelli liguri, negli anni hanno subito molti tagli di risorse che hanno compromesso la loro possibilità di spesa corrente e ci sono storture nel sistema del riparto delle risorse tra lo Stato e i Comuni che noi chiediamo di correggere. Lo abbiamo fatto attraverso la via giurisdizionale, chiedendo alla Corte Costituzionale di intervenire, di richiamare il Governo all’importanza di modellare un sistema di finanza locale conforme ai principi della Costituzione, la Corte Costituzionale ci ha seguiti, ha dato indicazioni importanti, non è più la stagione dei tagli, è la stagione in cui il Governo deve dirci se crede veramente nei Comuni e quindi se li mette in condizioni di operare secondo una logica di autonomia e di responsabilità».

Piciocchi ha precisato che «Il sistema dei Comuni in Italia è molto fragile perché viene da oltre dieci anni di tagli selvaggi, oggi questo fragile sistema è chiamato a raccogliere una sfida straordinaria, che coinvolge tutti i Comuni, dai piccoli ai grandi, l’attuazione del Pnrr che ha moltiplicato il quantitativo di soldi destinati alle opere. È chiaro che il Governo deve supportare chi è più debole, chi è più fragile, senza complicarne l’attività con applicativi, regole di rendicontazione complessissime che stressano notevolmente il bilancio, perché comportano la necessità di assumere personale, ricorrere a personale esterno, a società, a esperti che possano gestire questi processi ma allora torniamo al tema di partenza: la finanza locale, la parte corrente, è molto debole, quindi i nostri bilanci non ce la fanno. Quindi noi auspichiamo che ci sia una visione a tutto campo dei problemi che abbiamo per una nuova stagione costituente del federalismo fiscale in Italia».

Al convegno, moderato dal direttore di Anci Liguria Pierluigi Vinai, si è parlato delle fragilità del sistema di finanziamento dei Comuni, del carattere ibrido del Fondo di solidarietà comunale, dello snaturamento dell’Imu, dell’assenza di certezza circa la sufficienza delle risorse disponibili, degli effetti non governati dell’inflazione, dei problemi delle autonomie locali liguri, anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale n.71 del 2023 e del rapporto fra investimenti e Pnrr. La sentenza della Corte costituzionale n.71 del 2023, la quale si è pronunciata sul ricorso proposto dalla Regione Liguria, su iniziativa unanime del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) ligure, nei confronti del bilancio di previsione dello Stato 2022 e del bilancio pluriennale 2022-2024, è stata al centro del dibattito. In sostanza, la Corte ha giudicato incostituzionali una serie di disposizioni di legge in materia di finanza locale che la Regione – rappresentata da Pietro Piciocchi – aveva impugnato lo scorso anno a sostegno dell’integrità dei bilanci dei Comuni liguri. Le complesse questioni trattate hanno riguardato il principio dell’autonomia finanziaria degli enti territoriali, l’illegittimità costituzionale dei sempre crescenti vincoli di destinazione posti ai fondi a disposizione dei Comuni e soprattutto la garanzia che agli enti locali siano assicurate risorse adeguate per svolgere le loro funzioni a servizio dei cittadini, risorse che, notoriamente, sono state compromesse dai consistenti tagli che i Comuni hanno subito negli ultimi anni, e che non garantiscono la soddisfazione dei Lep, i livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi e, dunque, l’offerta dei servizi sociali, che deve essere garantita in modo uniforme sull’intero territorio nazionale. La Corte ha quindi ordinato al legislatore di intervenire tempestivamente per ridisegnare il sistema della finanza locale, eliminando i vincoli di destinazione alle risorse previste in favore degli enti locali in coerenza con l’autonomia finanziaria loro riconosciuta dalla Costituzione, e invitando altresì il legislatore a finanziare i Comuni in modo effettivamente adeguato alle loro esigenze e rispettoso delle loro prerogative di autonomia.

«I Comuni sono l’ossatura del Paese, la nostra memoria, devono essere difesi e accompagnati, anche e soprattutto nell’utilizzo dei fondi Pnrr – ha affermato Sandra Savino, sottosegretario al Mef –. La mia visita oggi a Genova è anche per riconsolidare i rapporti con gli enti locali. È errata quella percezione dello Stato come impositore, perché è l’attore di un percorso di condivisione, accompagnamento e supporto agli enti locali, per raggiungere quegli obiettivi di servizio che ci poniamo tutti. È vero, ci sono delle procedure estremamente complicate per le amministrazioni, in particolare per quanto riguarda le rendicontazioni dei progetti europei, e anche a causa del blocco del turn over, che ha messo in difficoltà soprattutto le strutture dei piccoli Comuni. Da parte del Governo c’è l’impegno a potenziare gli enti intermedi, penso alle Province e alle Città Metropolitane, affinché possano supportare i piccoli Comuni a mettere a terra i progetti del Pnrr».

«La situazione dei Comuni è complessa, il Pnrr è in piena evoluzione e i problemi strutturali del comparto sono ancora sul tappeto – ha ribadito Andrea Ferri, responsabile della Finanza locale Anci e direttore dell’Istituto Ifel –. Ci auguriamo che la disponibilità del sottosegretario Savino si concretizzi nel raggiungimento di soluzioni importanti sulla perequazione, sulla tenuta della parte corrente dei bilanci e sulla gestione delle crisi finanziarie con la prossima legge di Bilancio».

Rispondendo alle domande dei giornalisti Ferri ha precisato che «Se guardiamo i dati dei piccolissimi Comuni, vediamo dinamiche di investimento straordinarie, parlo di soldi già spesi, tra il 2019 e il 2023, una crescita straordinaria. Abbiamo aree di grande sofferenza che rispetto a programmi straordinari faticano a essere soddisfatte e compensate con qualche iniziativa straordinaria ma iniziative straordinarie ce ne sono. Invitalia ha fatto tante operazioni di raggruppamento per opere importanti, dalla scuola ai piani sulla qualità dell’abitare, ecc. Qualche operazione locale funziona anche in termini spontanei, di messa insieme di Comuni che lavorano per velocizzare le cose, e le semplificazioni che abbiamo chiesto ai Governi che si sono succeduti in questi tre anni sono state recepite in larga parte e in qualche modo stabilizzate». Secondo Ferri «Abbiamo un comparto nel complesso sano, dobbiamo stare attenti a non trasformare in crisi sistemica situazioni che riguardano in misura più o meno grave tra il 15 e il 25%, a seconda dove si mette l’asticella, diciamo intorno al 20%,  degli enti, che sono prevalentemente collocati nel Centro-Sud e che stentano non tanto sugli investimenti, avremo delle sorprese positive sugli investimenti, ma sulla tenuta ordinaria».

Il sindaco di Genova e presidente di Anci Liguria, Marco Bucci, ha ricordato che «Stiamo vivendo un momento, a Genova e in Liguria, in cui stiamo costruendo le basi per quello che sarà il nostro territorio nei prossimi 20-25 anni. Siamo stati capaci di intercettare risorse che, se paragonate al numero dei cittadini, fanno di Genova il Comune che ne ha prese di più in assoluto in Italia. Questo è un onore ma anche un messaggio molto chiaro: Genova e l’area metropolitana in questo momento stanno gestendo qualcosa come 17-18 miliardi tra Pnrr e altri progetti complementari, che devono essere messi a terra nei prossimi 4-5 anni. Un momento storico, un secondo Piano Marshall, dove dobbiamo lavorare tutti insieme a rimboccarci le maniche per raggiungere tutti gli obiettivi. Sono contento perché con Roma e i Ministeri abbiamo instaurato un dialogo costruttivo che va a beneficio e merito di tutti».

 

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