Vini liguri: a Villa Bombrini il progetto per la valorizzazione dei vitigni genovesi

Il progetto si concentra in particolare sulla doc Val Polcevera che il prossimo anno compirà venticinque anni

La sede dell’Enoteca regionale della Liguria, Villa Durazzo Bombrini, ospita il progetto di salvaguardia e valorizzazione dei vitigni autoctoni del comune di Genova e della città metropolitana di Genova.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione dell’Enoteca con l’agenzia gCguru e il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova.

Lo studio si concentra in particolare sulla doc Val Polcevera, una delle otto denominazioni della viticoltura ligure. L’idea è promuovere la visibilità dei produttori del territorio, che hanno saputo trasformare le limitate superfici coltivate a vite in un punto di forza, creando vini unici e di elevata qualità, poco conosciuti al di fuori dei confini regionali. Attraverso indagini bibliografiche, interviste a produttori ed esperti, e analisi botaniche, verranno approfondite le origini storiche e le caratteristiche dei vitigni locali.

I risultati saranno utilizzati per la preparazione di materiale divulgativo, ma anche per la realizzazione di una mostra che celebrerà la tradizione vitivinicola genovese, ancora poco valorizzata, in occasione del prossimo 25° anniversario del vino doc Val Polcevera, nel 2024. Questa iniziativa mira a far conoscere la ricchezza del patrimonio enologico di Genova, favorendo anche il turismo enologico.

«L’opera di valorizzazione dei prodotti del territorio e della passione di chi li rende unici è fra i principali obiettivi dell’amministrazione comunale che, anche per quanto riguarda la tutela dei vini del genovesato, è in prima linea – dichiara l’assessore al Commercio, Artigianato e Tradizioni del Comune di Genova Paola Bordilli – Il numero e l’alto livello dei soggetti coinvolti in questo progetto ne esalta il valore e le possibilità di sviluppi futuri all’insegna della tradizione e di un’identità enologica e culturale patrimonio unico e inestimabile, con ricadute di sviluppo del territorio, a 360 gradi, ancora in parte inespresse. Fare conoscere i nostri saperi, sapori e produzioni della tradizione territoriale è un volano straordinario per incentivare una filiera che va dall’agricoltore al piccolo commercio al dettaglio, passando per il campo della somministrazione, che sempre di più può spingere nell’offerta di prodotti locali, anche del vino, perché quello genovese e ligure nulla ha da invidiare, visti anche i riconoscimenti internazionali raggiunti, con le grandi etichette più note. In questo processo è fondamentale il ruolo dell’Enoteca e la scelta della sede a Villa Bombrini, fortemente voluta dalla nostra amministrazione e da Società per Cornigliano, si rivela strategica e vincente».

«Un progetto molto importante – commenta il vicepresidente della Regione Liguria con delega all’Agricoltura e al Marketing Territoriale Alessandro Piana – per la nostra cultura, le tradizioni e per il futuro. Di fatto, le nostre doc simbolo del territorio sono ai primi posti tra quelle ad alto potenziale di crescita nei prossimi anni. Ecco perché salvaguardare e promuovere i vitigni autoctoni. In questo caso valorizzare la doc Val Polcevera vuol dire restituire slancio alle tradizioni e costruire una solida ripresa, andando a colpire un target di riferimento nel mercato particolarmente attento alla qualità e alla cultura del luogo».

«Sono molto orgogliosa di questa collaborazione tra Enoteca regionale della Liguria e l’Università di Genova, sono sicura che insieme daremo vita a un importante progetto di studio e approfondimento sul mondo vitivinicolo della Valpolcevera e della collina di Coronata per valorizzarne la tipicità territoriale, la tradizione e la storia. Daremo risalto al grande lavoro dei produttori del nostro territorio grazie anche al contributo di esperti come Virgilio Pronzati che con grande passione e amore raccontano la storia enogastronomica della nostra città», afferma Simona Venni referente per il Comune di Genova all’interno del Consiglio di Enoteca Regionale della Liguria e consigliere del Municipio Medio Ponente.

La professoressa Laura Cornara, responsabile del progetto per il Distav, ha precisato che: «I vitigni storici del genovesato svolgono un ruolo cruciale nel mantenere viva l’identità culturale e la diversità vitivinicola della nostra regione. Ogni varietà di uva racconta una storia, una tradizione tramandata di generazione in generazione, che si riflette nelle tecniche di coltivazione e vinificazione, così come nelle diverse proprietà organolettiche del vino».

La ricerca si propone anche di recuperare e valorizzare i sotto-prodotti della filiera, ricavando da essi biomolecole di potenziale interesse salutistico o utilizzabili per applicazioni fitosanitarie in agricoltura, in un’ottica complessiva di economia circolare.

Per i prossimi mesi quindi Villa Durazzo Bombrini sarà sede di questo importante progetto di ricerca, che diventerà una grande opportunità per far conoscere la ricchezza del patrimonio enologico di Genova, favorendo l’enoturismo e la valorizzazione dell’agricoltura locale apprezzando le radici storiche e le tradizioni connesse, che restituiscono l’anima autentica del territorio ad ogni “sorso”.

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