Tigullio e Levante genovese, le prospettive del territorio secondo Confindustria e Bper

L'intervista a Giancarlo Durante, presidente del Gruppo Territoriale del Tigullio Confindustria Genova, e Gabriele Bonello, Area Manager di Bper Liguria Levante

Un territorio, quello del Tigullio e del Levante genovese, articolato in aree molto diversificate, costa ed entroterra, ma con alcuni problemi comuni, tra cui in particolare quello dei collegamenti, interni e con l’esterno, e il rincaro dell’energia e di certe materie prime ma, d’altra parte, forte di un ricco tessuto imprenditoriale e della possibilità di utilizzare i finanziamenti del Pnrr. E con la presenza capillare di una “banca di territorio”, Bper, che coincide quasi del tutto con la rete Carige, da sempre vicina alle famiglie e alle pmi.

Prendiamo quindi in esame problemi e potenzialità del territorio in un confronto con Giancarlo Durante, presidente del Gruppo Territoriale del Tigullio Confindustria Genova, e Gabriele Bonello, Area Manager di Bper Liguria Levante.

Giancarlo Durante

Durante – «Partiamo dalle caratteristiche generali del territorio, che in realtà si articola in due territori. Il Tigullio si distingue dall’area genovese vera e propria, ci sono notevoli differenze tra costa ed entroterra. Il tema dell’accessibilità e dei trasporti rappresenta sicuramente un punto critico. D’altra parte abbiamo la possibilità di utilizzare per il recupero delle aree interne risorse messe a disposizione dal Pnrr. Inoltre il fatto che il Tigullio sia entrato nella short list per il titolo di Capitale della Cultura 2024 è stata un’ottima opportunità per il nostro territorio, che si è unito verso un obiettivo comune, al quale hanno collaborato amministrazioni pubbliche, enti, organismi associativi».

– Il risultato è l’Atlante culturale del Tigullio.

Durante – «Noi abbiamo proposto di valorizzare le dimore storiche del Tigullio che attraversano tutto il territorio coinvolto nella candidatura e rappresentano la nostra tradizione, la nostra identità. È un progetto che stiamo portando avanti, in grado di coinvolgere giovani, associazioni, sarebbe un’ottima leva di sviluppo per l’entroterra, dove si potrebbe convogliare almeno parte del turismo costiero. Certo, bisogna lavorarci, occorre tra l’altro migliorare la viabilità. L’auspicio è che il ministero metta a disposizione risorse almeno per lo start up».

Gabriele Bonello

Bonello – «Ci troviamo di fronte a uno scenario molto complesso, per certi aspetti nuovo. Storicamente i cicli economici si articolano in crisi, inflazione e misure sui tassi che portano a un rallentamento dell’inflazione ma anche a un rischio di minori investimenti e quindi di recessione. Oggi è diverso».

– C’è l’inflazione e c’è la prospettiva di misure restrittive sui tassi. Questo non può portare alla recessione?

Bonello – «Le famiglie italiane hanno molta liquidità e il sistema delle imprese ha dimostrato di essere capace di crescere di più rispetto alle imprese europee. Inoltre con il Pnrr abbiamo fondati motivi di ottimismo».

Durante – «Sì ma l’onda lunga della crisi colpisce la catena delle forniture, c’è indecisione su tanti aspetti, con la lotta all’inflazione il rischio di recessione non si può escludere».

– Bper come può aiutare le imprese in questo momento di incertezze? L’ingresso della rete Carige in una grande banca non rischia di allungare la catena decisionale nella valutazione del merito creditizio e quindi allungare i tempi e le incertezze per chi cerca risorse da investire?

Bonello – «Intanto siamo capillari e abbiamo intenzione di rimanere tali. Con la fusione, a parte pochissimi casi, non si sono avute sovrapposizioni, nell’Area di Liguria Levante abbiamo 41 filiali, 1 Centro Imprese a servizio delle aziende di dimensioni importanti, oltre 700 clienti sul territorio, e quasi 300 dipendenti direttamente impegnati in una rete che conta quasi 90 mila clienti e oltre 12 mila pmi. In quest’Area di cui ho la responsabilità, e che comprende anche La Spezia e Carrara, il Tigullio e il suo entroterra sono centrali e rappresentano quasi la metà delle nostre attività complessive nelle tre province. In Liguria siamo leader come quota del mercato e come presenza, del resto siamo il terzo player italiano per numero di clienti e capacità. Ma la grossa dimensione non esclude la vicinanza agli operatori e alle famiglie. Sia Bper sia Carige sono storicamente banche di territorio, le nostre filiali conoscono il tessuto economico in cui operano e sono in grado di favorirne lo sviluppo. Di recente abbiamo stretto un accordo con Federalberghi, e siamo attivi nella formazione e nell’educazione finanziaria, anche specialistica, di clienti e non clienti. Per esempio, il trasferimento del Tfr dall’azienda a una forma di previdenza complementare comporta vantaggi sia per la stessa azienda sia per i dipendenti. Noi spieghiamo perché, in quale misura e a quali condizioni. Forniamo assistenza sui bandi del Pnrr, e offriamo prodotti studiati ad hoc. In sostanza, ci proponiamo come partner delle imprese».

Durante – «Fa piacere sapere che c’è volontà di relazione umana, perché spesso le grandi banche hanno snaturato il vecchio rapporto tra aziende e direttori di banca. Noi abbiamo associati di vari settori, metalmeccanica, plastica, chimica, gomma, nautica, cantieristica, blue economy, manifattura, possiamo contare su molte eccellenze a livello europeo e mondiale come Arinox, Ailex e altre ma è chiaro che ci sono esigenze di assistenza finanziaria, soprattutto nel passaggio generazionale e nella scelta dimensionale».

– E per quanto riguarda l’assetto territoriale quali sono i temi più sentiti?

Durante – «Sono la sicurezza idrogeologica del territorio e la necessità di una logistica competitiva, come logistica diciamo che non siamo messi benissimo, la Fontanabuona è importante e il tunnel non risolve tutto, inoltre ci sono punti deboli anche nelle infrastrutture digitali. Basti dire che abbiamo ancora aree senza banda larga, quando c’è vento si producono rallentamenti, per un’azienda questi sono svantaggi competitivi che pesano».

– Le materie prime vi causano problemi?

Durante – «Si sentono la carenza soprattutto di zinco, gomma, stagno, e la crescita dei prezzi. Da noi la metalmeccanica ha diverse eccellenze, specie nell’automotive, ed è importante anche la chimica per l’alimentare, la cosmetica, i pneumatici. Settori coinvolti in questo processo. Ma il nostro tessuto economico è fitto e variegato, comprende la blue economy, la cantieristica, il diporto e la manutenzione, l’alimentare, il sanitario con cliniche e laboratori. C’è volontà di crescita».

– I dati sono positivi?

Durante – «Il primo semestre 2023 mostra una buona tenuta generale, qualche ombra si profila sul secondo semestre».

– Uno strumento efficace si è dimostrato quello degli accordi di filiera. Permette ai fornitori di ottenere il rating dell’azienda leader e quindi facilita l’accesso al credito delle pmi. Che ne pensate?

Durante – «Sì, sono uno strumento efficace anche per aumentare la capacità di utilizzare i fondi del Pnrr. Ci sono amministrazioni così piccole che non riescono a svolgere l’iter burocratico necessario, e in generale bisogna che i Comuni più piccoli si mettano insieme per accentrare i servizi e costituire uffici tecnici centralizzati. Noi offriamo i nostri servizi, abbiamo costituito una task force per il Pnrr, la nostra struttura segue in maniera capillare le problematiche collegate. Inoltre bisogna collaborare nella formazione di manodopera specializzata. C’è carenza di operai, tecnici, periti meccanici e chimici, ingegneri, esperti di digitalizzazione, anche nel turismo. Dobbiamo rivalutare il sistema degli Its, e convincere le famiglie che non sono scuole di serie B ma formano alta professionalità e hanno un alto indice di occupazione».

Bonello – «Siamo apertissimi agli accordi di filiera, ci sono territori particolarmente virtuosi in questo campo, noi abbiamo fatto ottime esperienze in Emilia, nell’Albese, nelle Langhe, sicuramente le imprese hanno necessità di fare rete, è la chiave vincente»

Durante – «Si possono fare sinergie dentro i comparti, scambi di idee e tecnologie. Contano anche i numeri e qui c’è un tessuto storico su cui si può lavorare. Anche le comunità energetiche possono dare un ottimo contributo, e credo che ci si arriverà. Per l’autunno si prevede una crescita dei prezzi dell’energia, con la ricostituzione delle scorte, e comunque gli obiettivi di medio periodo non risolvono il problema»

Bonello – «Bper c’è e vuole essere la scintilla che innesca un processo».

– Come vedete il complesso delle tematiche Esg?

Bonello – «Sulla tematica Esg siamo abbiamo sviluppato competenze avanzate e ci proponiamo come partner soprattutto per le piccole e medie imprese, non strutturate internamente per queste attività, che sono ormai ineludibili per tutti e avranno a breve un impatto anche sui rating creditizi. Per le grandi aziende l’Esg è una parte del bilancio ed è ormai assodato che si tratta di un fattore competitivo sul mercato, nell’accesso al credito e al mercato dei capitali. Il fenomeno è destinato a diffondersi rapidamente anche perché sempre più i requisiti di sostenibilità si stanno estendendo alle catene di fornitura con un effetto cascata che in Italia, si calcola, coinvolgerà presto 130 mila pmi. È un tema che le aziende devono affrontare e Bper Banca è al loro fianco».

Durante – «Da parte nostra c’è attenzione a mettere le imprese a conoscenza degli adempimenti necessari».

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