The European House – Ambrosetti: dati positivi per l’economia ligure

Ma la mancata realizzazione delle infrastrutture fisiche e digitali può causare fino a 7 miliardi di euro al 2030 di perdita economica per il territorio

The European House – Ambrosetti: dati positivi per l’economia ligure

I neet, i giovani che non studiano e non lavorano, in Liguria sono in calo: si è passati dal 19,6% del 2021 al 14,8% del 2022, contro il 19% a livello nazionale, con una diminuzione del 4,8%. Le previsioni di crescita del Pil ligure per il 2023 sono dell’1,1% (tra le più alte del Paese). Cresce l’export del 33% nel 2022 (contro il 20% di media italiana). Aumentano gli occupati dell’1,2% tra il 2020 e il 2021 (ultimo dato disponibile, con un valore doppio rispetto alla media italiana).

Sono alcuni dei dati emersi durante la riunione del club di The European House – Ambrosetti sul tema “Regione Liguria: priorità e sfide per un futuro sostenibile e competitivo“, che si è svolto questa mattina a Palazzo del Principe, a Genova.

Presenti all’evento anche i vertici delle Camere di commercio, le associazioni industriali e le autorità portuali del territorio, oltre ai rappresentanti di grandi aziende operanti in Liguria come Ansaldo, Costa Crociere, Erg, Impresa Pizzarotti, Italiana Coke e Rina.

«I numeri presentati da Ambrosetti, che poi presenteremo a luglio nella plenaria che ogni anno monitora i nostri conti – afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – sono numeri di straordinaria importanza per la Liguria: la nostra regione ha una crescita di Pil sopra la media italiana, che a sua volta cresce oltre le aspettative, una crescita occupazionale doppia rispetto alla media nazionale. In più, sul nostro territorio sta vedendo una diminuzione della disoccupazione e del numero dei “neet”, quei ragazzi sfiduciati che non studiano e non lavorano, come mai accaduto prima in Liguria. La crescita riguarda anche il turismo, le esportazioni, l’impatto delle aziende tecnologiche: il modello di sviluppo economico che abbiamo perseguito in questi anni, insomma, ha ottenuto numeri che certificano che il percorso di crescita e benessere è quello giusto. Dobbiamo fare i conti con qualche piccolo ritardo sulle infrastrutture, dato che la guerra in Ucraina, il caro materie prime, la crisi energetica, le questioni legate a Pnrr e codice degli appalti si fanno sentire qui come in tutta Italia. Nonostante tutto abbiamo date certe per opere come il Terzo Valico e passante di Genova e solo qualche giorno fa abbiamo iniziato la costruzione della nuova diga di Genova, quindi credo ci siano i margini per recuperare anche in questo campo».

Tra i dati illustrati da The European House – Ambrosetti, la Liguria si posiziona al quinto posto in Italia per arrivi turistici per milione di abitanti (2021) con il 4,4% degli arrivi a livello nazionale. Il comparto turistico rappresenta una quota fondamentale dell’occupazione regionale (7,7% del totale contro il 6% della media nazionale) con una spesa dei turisti stranieri di 1.550 euro pro capite in aumento nell’ultimo anno del 76% collocandosi al terzo posto in Italia. La Liguria è inoltre la sesta regione italiana per spesa in ‘ricerca e sviluppo’ (1,6% del Pil nel 2021).

«L’incontro di oggi rappresenta il punto di partenza dei lavori della settima edizione del Think Tank ‘Liguria 2030’ lanciato già nel 2015 da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Regione Liguria – spiega Valerio De Molli, managing partner & ceo, The European House – Ambrosetti -. Dal nostro Tableau de Bord regionale, che rimane uno strumento fondamentale per l’analisi strategica della Liguria, emerge un quadro estremamente positivo, con economia del mare, turismo e innovazione che restano il pilastro attorno a cui costruire il rilancio verde e digitale del territorio. Il rilancio del territorio, tuttavia, passa anche dalla realizzazione delle numerose e strategiche infrastrutture fisiche e digitali qui presenti e per il cui monitoraggio abbiamo attivato già nel 2020 un Osservatorio permanente, che quantifica fino a 7 miliardi di euro al 2030 la perdita economica per il territorio ligure causata dalla loro mancata realizzazione. La Regione si conferma quindi alive and kicking, pronta a catalizzare e valorizzare gli investimenti già programmati e che possono renderla sempre più un punto di riferimento per il sistema-Paese».

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