Peste suina, Cia incontra il nuovo commissario: «Entro quindici giorni piano abbattimenti»

Il piano di eradicazione prevede un monitoraggio dei cinghiali con uso di droni in appoggio al personale a terra e abbattimenti coordinati

«Un nuovo piano che punta finalmente all’eradicazione dei cinghiali nelle zone rosse, un programma di abbattimenti pronto a partire entro quindici giorni e che auspichiamo, finalmente, possa rappresentare una svolta per risolvere l’emergenza legata alla peste suina». Il presidente provinciale di Cia Savona, Sandro Gagliolo, mostra soddisfazione dopo l’incontro di ieri che si è svolto ad Alessandria con il nuovo commissario Vincenzo Caputo, con al centro le misure da adottare per arginare l’incremento delle positività e traguardare una soluzione strutturale.

Presenti Cia Liguria rappresentata dal presidente regionale Stefano Roggerone e dal direttore regionale Ivano Moscamora, Cia Genova con la presidente Federica Crotti e i rappresentanti di Cia Piemonte

Il dialogo con il nuovo commissario è stato costruttivo “ma sono urgenti misure rapide e concrete per tutelare le aziende agricole e tutta la filiera collegata” il messaggio forte e chiaro lanciato dalla Confederazione italiana agricoltori.

Sia il presidente regionale di Cia Liguria che il presidente provinciale di Cia Savona hanno ribadito al commissario che serve una gestione concreta dell’emergenza in atto attraverso tutte le forme di eradicazione dei cinghiali attuabili e possibili.

Il piano di eradicazione prevede un attento monitoraggio dei cinghiali (mediante l’uso di droni in appoggio al personale a terra) e con un piano di abbattimento coordinato anche attraverso la figura del “bioselettore”, una persona appositamente addestrata per gli abbattimenti dopo le catture: si tratta di squadre selezionate che saranno attive anche nel savonese.

Ma non solo, nel piano proposto dalla struttura commissariale anche una logistica sanitaria semplificata e massimo coordinamento con i sindaci dei territori e con le stesse associazioni agricole. Per lo smaltimento delle carcasse, infatti, verrà attivata la filiera della carne di cinghiale che potrebbe supportare l’industria dei salumi e il pet-food.

«La promessa è quella di debellare il problema entro trentasei mesi, ora dalle parole aspettiamo i fatti concreti − aggiunge Gagliolo −. Tra le novità anche l’apertura da parte del commissario alle nostre proposte che da tempo stiamo cercando di portare avanti, in primis l’utilizzo delle gabbie di cattura».

L’aumento dell’incidenza virale in varie località della provincia preoccupa Cia agricoltori italiani, con riferimento agli stessi nuovi provvedimenti contenuti nell’ultima ordinanza: «Ci è stato spiegato che si tratta di misure necessarie, meno impattanti rispetto al periodo di emergenza iniziale, auspicando che la realizzazione del nuovo piano possa poi gradualmente portare a modifiche sempre meno restrittive e in grado di tutelare le filiere agricole».

«Quanto evidenziato sull’azione di depopolamento e di abbattimenti, controlli sul territorio, vigilanza e debellamento sanitario è un primo spiraglio rispetto alla grave criticità rappresentata dalla peste suina, tuttavia resta alta l’attenzione di Cia sull’andamento della situazione e se quanto indicato oggi trovi riscontro concreto su nostri territori», dice Gagliolo.

«Le premesse ci sono, in quanto siamo di fronte a un sistema nuovo e a una metodologia di intervento diversa, più dettagliata e incisiva: la speranza è quella che sia davvero efficace e risolutiva», conclude il presidente provinciale Cia Savona.

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