Liguria, Lombardia e Piemonte: accelerare la riforma delle Zone logistiche semplificate

Alla V edizione degli Stati Generali della logistica del Nord-Ovest le tre Regioni hanno chiesto al Governo anche la nomina, del commissario straordinario della ZLS ‘Porto e retroporto di Genova”

Liguria, Lombardia e Piemonte: accelerare la riforma delle Zone logistiche semplificate

Liguria, Lombardia e Piemonte chiedono al Governo e ai ministeri competenti di concludere celermente il percorso amministrativo di riforma delle Zone Logistiche Semplificate e la nomina, con decreto del presidente del consiglio dei ministri, del commissario straordinario della ZLS “Porto e retroporto di Genova”, ultimo tassello per la piena operatività della zona. La richiesta è stata formulata oggi a Villa Lo Zerbino a Genova alla quinta edizione degli “Stati Generali della Logistica del Nord-Ovest”

Un’alleanza strategica è stata avviata nel 2015 per la rilevanza del sistema retroportuale nella catena logistica, specie a favore del sistema portuale ligure che nel Nord Ovest ha la parte preponderante del proprio mercato, e rinnovata dalla dichiarazione congiunta delle tre Regioni per il consolidamento del partenariato della cabina di regia e per l’ampliamento delle tematiche da approfondire, in coerenza con le indicazioni dei tavoli di confronto con i portatori di interesse e il costante coinvolgimento del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Nell’impegnativa interregionale emerge inoltre la necessità di: avviare la composizione di un quadro unitario del sistema retroportuale, interportuale e di aree-polmone afferenti i porti liguri che integri i terminal intermodali in sviluppo e che tenga conto delle potenzialità di crescita del Porto di Savona-Vado in connessione con il naturale sistema retroportuale; impegnarsi a concludere il percorso di azzonamento di dettaglio delle aree afferenti alla Zona Logistica Semplificata Porto e retroporto di Genova, anche attraverso il coinvolgimento degli enti territoriali interessati; riconoscere nell’avvio dei lavori di realizzazione della nuova diga foranea di Genova-Sampierdarena il definitivo salto di qualità e competitività internazionale del porto di Genova, terminale del corridoio Reno-Alpi in corso di revisione ed ampliamento; dare atto che l’intervento in via di completamento di realizzazione del Terzo Valico dei Giovi debba trovare sistematica integrazione grazie alle opere di valico verso l’area di mercato contendibile, al completamento e potenziamento del sistema degli accessi e delle connessioni, ai quadruplicamenti, alla conseguente separazione dei servizi ferroviari lenti e veloci lungo le tratte quadruplicate per consentire il potenziamento e la velocizzazione delle relazioni interregionali Genova-Milano e Genova-Torino, all’aumento delle corse veloci da Genova verso Roma per superare l’isolamento della Liguria affetta da un sistema autostradale che necessita ancora di profondi interventi di adeguamento; vedere attuato attraverso il nuovo Piano Regolatore Portuale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale un sistema retroportuale digitale, competitivo e sistemico; sostenere il percorso di costituzione dell’interporto di Santo Stefano di Magra; farsi parte attiva presso il ministero per istituire uno o più tavoli di monitoraggio degli interventi infrastrutturali di particolare rilevanza sulla rete stradale gestita da Anas e su quella oggetto di concessione all’interno dei territori; garantire la più ampia disponibilità a collaborare con la Cabina di Regia del sistema logistico del Nord Est per massimizzare le sinergie tra le Regioni e le Province Autonome coinvolte dal pieno sviluppo del corridoio Mediterraneo.

«Il ruolo di Liguria, Piemonte e Lombardia – dichiara il viceministro al ministero delle Infrastrutture e Trasporti  Edoardo Rixi – sarà sempre più decisivo per l’economia del nostro Paese. Tra collegamento Tav e Terzo Valico, la maggior parte delle merci movimentate in Europa sull’asse Lisbona-Kiev passerà a breve dal Nord-Ovest. Il porto di Genova sarà lo sbocco naturale verso le rotte marittime trans-europee La Zona Logistica Semplificata può essere un valore aggiunto. Di recente si è conclusa la mappatura delle aree interessate per permettere alle imprese di avere procedure semplificate e agevolazioni fiscali, incrementando così la produttività del Paese».

“Non a caso ci ritroviamo qui oggi, alla vigilia di un avvenimento così importante come la posa della prima pietra della nuova Diga, con la finalità di costruire una nuova interconnessione fra Piemonte, Liguria e Lombardia per dare alla logistica una filiera sempre più efficacie ed efficiente e rendere questa macroregione del nord ovest più competitiva rispetto ai grandi player europei della logistica – sottolinea il presidente della Regione Liguria  Giovanni Toti –. Quella della Diga è un’opera fondamentale per l’Italia e di straordinario respiro per la Liguria, Genova e il suo porto e l’obiettivo che ci poniamo questo pomeriggio con la firma del protocollo è quello di lavorare d’intesa con il Governo per costruire la filiera di cui abbiamo bisogno. La nuova Diga del porto di Genova, ma anche il Terzo Valico e il nuovo porto di Vado Ligure, con la capacità di carico che stiamo mettendo nei nostri terminal, necessita di una filiera logistica adeguata. Dobbiamo costruire al più presto un’infrastruttura di terra che sia competitiva come l’infrastruttura a mare, ci sono gli operatori e le condizioni per farlo».

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, puntualizza: «Coordinare ed attuare politiche sulla logistica e l’intermodalità è vantaggioso per tutti: per la Lombardia con i suoi terminal intermodali/interporti, gli aeroporti, i porti e per il sistema dei porti liguri che a oggi e in conseguenza del contesto geopolitico globale influenzato dai traffici post conflitto Russo Ucraino rappresentano un approdo strategico per gli scambi commerciali europei e dell’area mediterranea. Per la Lombardia significa soprattutto sostenere gli egli enti locali nella manutenzione straordinaria delle infrastrutture viabilistiche, ma anche sviluppare attività di monitoraggio e prevenzione del patrimonio esistente soprattutto lungo le vie principali, così da programmare per tempo gli interventi più idonei a garantire la sicurezza della circolazione. Il Piano Lombardia è, in tal senso, un antesignano del Pnrr: un modello che abbiamo adottato per sostenere il finanziamento degli investimenti regionali e dello sviluppo infrastrutturale».

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, evidenzia che «In Piemonte si incrociano il corridoio Mediterraneo, con la Torino-Lione, e quello Reno-Alpi con il Terzo valico, rendendo questo territorio il cuore dell’Europa e della movimentazione logistica delle merci. Per questo stiamo lavorando allo sviluppo degli interporti e molti operatori internazionali stanno acquistando aree, nella zona dell’Alessandrino e del Novarese, da destinare alla logistica. Ciò rende la nostra regione, insieme a Liguria e Lombardia, molto attrattive per chi gli investimenti produttivi che sanno di trovare qui, entro pochi anni, il collegamento con il resto dell’Europa, e già adesso una solida tradizione produttiva e industriale e una capacità di innovazione che non hanno pari altrove».

Mai come in questo momento – commenta l’assessore allo Sviluppo economico, ai Porti e alla Logistica della Regione Liguria Andrea Benveduti – è fondamentale seguire con grande attenzione l’evoluzione di tutto il piano di investimenti che ha come baricentro la Liguria, ma funzionale a tutto il sistema logistico del Nord-Ovest e dell’Italia intera. Spostandoci dalla nuova Diga di Genova verso la Pianura Padana, sono molteplici i cantieri fondamentali per proiettare la nostra regione e la nostra nazione verso un efficiente sistema di infrastrutture che, rispettando più possibile la delicatezza del nostro territorio, ci permetta di essere pienamente e con successo integrati nel sistema logistico e commerciale internazionale Questa due giorni con la posa della prima pietra della nuova Diga di Genova si cala perfettamente in questa logica, con l’avvio di un’opera dalla grande complessità tecnologica. D’altronde viviamo ancora gli strascichi delle nefaste conseguenze di decenni di rinunce e miopie, che hanno obbligato la nostra regione a dover rincorrere, dalle autostrade alle ferrovie, fino alla portualità, colpevoli ritardi e inefficienti timori».

 

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