Gagliano: «500 infermieri di famiglia e 700 generalisti fabbisogno Liguria nei prossimi anni»

«Ora il numero degli infermieri è coerente e adeguato per garantire tutti i servizi di assistenza ma occorre prevenire un gap generazionale»

Cinquecento infermieri di famiglia nei prossimi due, tre anni e altri settecento generalisti. Secondo quanto riporta l’agenzia Dire è il fabbisogno della Liguria indicato dal coordinatore regionale dell’Ordine degli infermieri, Carmelo Gagliano, a margine della conferenza stampa in Regione Liguria di presentazione delle iniziative per la Giornata internazionale dell’infermiere che si celebra domani.

«Sgombriamo il campo dalle preoccupazioni – ha precisato Gagliano – in Liguria il numero degli infermieri è coerente e adeguato per garantire tutti i servizi di assistenza, ma in prospettiva occorre colmare un gap generazionale che si creerà tra cinque e sei anni, se tutto il personale che andrà in pensione non sarà sostituito da giovani che abbiano la possibilità di formarsi e sviluppare carriera, dal punto di vista professionale ed economico».

L’assessore regionale alla Sanità, Angelo Gratarola, ricorda che «Dallo scorso settembre sono stati assunti 1.317 infermieri a tempo indeterminato in tutta la Liguria e altri 436 arriveranno entro l’estate dal concorso delle Asl 1 e 2 per il ponente. Inoltre, è in corso lo scorrimento delle graduatorie e la mobilità interna tra le Asl 4 e 5 a levante, mentre ci sarà anche un nuovo concorso per Genova. Probabilmente questi numeri non basteranno: è in corso un’interlocuzione con il rettore per capire come aumentare il numero dei corsi e avere un bacino di studenti più ampio». In Liguria, al momento, gli iscritti dall’Ordine delle professioni infermieristiche sono 14.356.

Gratarola sottolinea che quella degli infermieri «È la figura sanitaria più importante del nostro sistema regionale e nazionale. Lo è stata per il Covid e lo sarà per l’attuazione del riforma con le case di comunità e gli ospedali di comunità. Mi piace molto la nuova figura dell’infermerie di comunità, che diventa quasi una figura familiare a cui affidarsi. Nei prossimi mesi, inoltre, inizieremo la sperimentazione dell’auto infermierizzata che consentirà di affiancare e potenziare il servizio delle auto mediche, senza naturalmente sostituirlo».

Infine, una riflessione sul crescente fenomeno delle aggressioni: «È una grande piaga del nostro Paese, può generare fenomeni di burnout e portare le persone a lasciare la professione. Bisogna parlarne, non lasciar correre: è una partita che si può solo vincere, un fenomeno che va stroncato senza se e senza ma perché la gente non può andare a lavorare con il terrore di essere aggredita».

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