Deficit cognitivo, un tablet dell’Asl 3 per la riabilitazione di chi ha patologie congenite o acquisite

Questo deficit può coinvolgere a vario titolo la memoria, l’attenzione, il linguaggio, le funzioni esecutive

Descrivere il deficit cognitivo, sia congenito che acquisito; approfondire le prospettive di trattamento farmacologico e parlare delle nuove tecniche di riabilitazione: questi i principali temi affrontati questa mattina dagli esperti di Asl 3 e Università di Genova nell’ambito dell’evento formativo “L’impairment cognitivo: aspetti clinico patologici e prospettive terapeutiche”.

L’evento scientifico è stata anche l’occasione per presentare un innovativo tablet, già in uso da circa sei mesi in Asl 3, per la riabilitazione delle funzioni cognitive come memoria, attenzione e linguaggio. Il dispositivo, dotato di un software specifico, viene utilizzato nella riabilitazione di pazienti disabili (bambini e adulti) con patologie congenite, come sindrome di Down e X Fragile, o acquisite come la sclerosi multipla, esiti di ictus e trama cranico.

Il tablet permette di supportare il paziente a superare i propri limiti cognitivi con una strategia personalizzata agevolando, in casi specifici, una riabilitazione a distanza grazie alla presenza di una rete di collegamento fra il dispositivo del terapeuta e quello del paziente.

«Il quadro clinico della disabilità − spiega Valentina Rossi, responsabile della struttura semplice dipartimentale Centro residenziale e semiresidenziale per disabili Asl 3 e responsabile scientifico del corso − è spesso caratterizzato da un deficit delle funzioni cognitive. La complessità del quadro clinico inoltre è accentuata dal progressivo invecchiamento della popolazione disabile, rispetto al passato. Questo deficit può coinvolgere a vario titolo la memoria, l’attenzione, il linguaggio, le funzioni esecutive. Una strategia terapeutica che miri al benessere dell’individuo non può prescindere dalla cura della disabilità cognitiva. Risulta quindi fondamentale l’approccio terapeutico, che deve necessariamente considerare, oltre all’uso di medicinali, interventi che utilizzino i programmi di stimolazione o riabilitazione cognitiva, come il tablet che stiamo utilizzando e che ha già trovato un buon riscontro nella pratica riabilitativa».

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