Porto di Genova, Burlando: «Trasloco dei depositi dopo la diga e anche dopo Bucci»

«Se non va bene Ponte Somalia c'è l'opzione zero»

Porto di Genova, Burlando: «Trasloco dei depositi dopo la diga e anche dopo Bucci»

«Ho accelerato molto su questa iniziativa perché ho colto una divisione nel centrodestra. Non mi sorprende quello che ha detto Rixi, non è la prima volta che ne parla. Dire che il trasloco dei depositi chimici si fa dopo la nuova diga, vuol dire che si fa dopo Bucci. E magari il nuovo sindaco cambia idea. Perché questa idea non sta in piedi». Lo ha dichiarato, secondo quanto riporta l’agenzia Dire, Claudio Burlando, già ministro e presidente della Regione Liguria, a conclusione dell’incontro pubblico sul porto organizzato dalla sua chat Vasta Liguria. Burlando ha fatto riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal viceministro Edoardo Rixi a Primocanale sul possibile trasferimento dei depositi chimici del porto di Genova da Multedo a Ponte Somalia.

L’ex ministro ha ribadito che «Non si possono salvare 45 posti di lavoro, quelli dei depositi chimici, e perderne altri 300, quelli che verrebbero messi a rischio dal trasloco, come denunciato per esempio dal gruppo Grimaldi, che opera con i propri traghetti a Ponte Somalia. Confido che non lo faranno – ha aggiunto Burlando – non si capisce la logica, e il fatto che ieri, approfittando che Grimaldi sarebbe venuto alla nostra iniziativa, lo abbiano invitato in Regione anche Toti, Bucci e Signorini, è l’inizio di un dialogo. In tutto il mondo, se vuoi fare un deposito di prodotti chimici, lo fai a bocca di porto perché non fai circolare le chimichiere e prodotti pericolosi dentro un canale lunghissimo in cui incroci tantissime altre navi. Mi sembra un pericolo serio. E la Capitaneria non ha ancora detto se intende o meno cancellare una direttiva che da 22 anni nessuno tocca, che vieta la circolazione dei prodotti chimici in quell’area portuale».

L’agenzia Dire riferisce inoltre che secondo Burlando se non va bene Ponte Somalia «C’è l’opzione zero. Abbiamo chiuso molte attività perché pensavamo che fossero troppo impattanti, ben sei negli ultimi due, tre decenni: l’Acna di Cengio, la Stoppani di Cogoleto, le centrali a carbone di Vado, Genova e La Spezia e l’altoforno di Cornigliano. C’era molta più gente a lavorare all’Ilva che non ai depositi chimici di Multedo. O si mettono in un posto che non sia pericoloso oppure si fa un accordo di programma, si indennizzano le aziende come avevamo fatto con l’Ilva e si ricollocano i lavoratori. E che il progetto sia nato con il piede sbagliato – ha concluso l’ex governatore – lo dimostra anche il fatto che Superba lo ha presentato senza avere il consenso dell’altra azienda interessata ma che modo è? Se io presento un progetto di una casa per due famiglie e l’altra famiglia non mi ha delegato a presentare il progetto, il Comune lo archivia, non lo deve neanche discutere. Mi dicono che in sala oggi c’era il signor Carmagnani, io non l’ho visto. Ma è chiaro che queste due aziende stiano litigando: almeno che si mettano d’accordo tra loro, è il minimo che si possa chiedere».

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here