Anpi a Toti: ” In piazza si può applaudire o anche fischiare”

“Fischi di delusione non di rabbia”

Anpi a Toti: ” In piazza si può applaudire o anche fischiare”

In piazza si può applaudire o anche fischiare“. Così, citando Sandro Pertini, l’Anpi replica alla Lista Toti, che oggi in una nota ha denunciato il rifiuto dell’opposizione in consiglio regionale di approvare un ordine del giorno che condannava i fischi in piazza contro il presidente della Regione, Giovanni Toti, e il sindaco del Comune di Genova, Marco Bucci, alla commemorazione del 25 Aprile

“Mettiamo in chiaro una cosa – si legge nella nota dell’Anpi – Genova dà ciò che riceve. Se in piazza Matteotti, durante le celebrazioni del 25 Aprile, ci sono stati dei fischi è un modo per esprimere dissenso che Anpi non ha né cercato né sostenuto, diciamolo subito. Forse si chiedeva al sindaco e al presidente della Regione più coerenza rispetto a certi comportamenti o a silenzi assordanti (omaggi ai repubblichini o loro esponenti che hanno Almirante come mentore; attaccare gli edili in corteo o definire teppisti i lavoratori che difendono il futuro di un’azienda strategica non solo per Genova ma per il Paese). Questo ci ha detto la piazza: che non era una piazza di sinistra, ma una piazza democratica e unitaria. Come la Costituzione e come la Resistenza”.

“Se Lei pensa che siano sufficienti le parole in piazza per sciogliere dei nodi – si legge ancora nella nota – ricordiamo come l’intitolazione del porticciolo di Nervi a Luigi Ferraro è capitolo ancora aperto, come aperto proprio il 25 aprile è il capitolo che coinvolge “la storia in piazza” e il suo curatore F. Cardini. Dopo i fatti ricordati, il rischio del dissenso c’era, e il dissenso si è espresso. Questo hanno fatto i cittadini, ricordando ai loro massimi esponenti i temi che più stanno loro a cuore: il lavoro, la sanità, il welfare. Tutti i dossier sui quali chi governa Regione e Comune sembrano andare avanti solo a colpi di tagli o di progetti ipotetici che poi non hanno seguito. Ripetiamo: Genova è città orgogliosa di sé e della sua storia, se non è ascoltata si fa sentire. Non ha senso cercare una contrapposizione politica, come abbiamo letto nelle parole del presidente Toti, mentre l’assemblea regionale ha respinto la richiesta di dimissioni del presidente del consiglio regionale Gianmarco Medusei, che aveva cercato di equiparare “le vittime di serie A e di serie B”, come ha detto, dimenticando che le prime furono spinte sui treni della deportazione dai secondi. Ci sembra invece un tentativo, l’ennesimo, di sviare l’attenzione sulla realtà dei fatti. I fischi ci sono stati non per esprimere la propria rabbia. È ben diverso: quei fischi sono di delusione dei cittadini. Ascoltateli, piuttosto”.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here