Redelfi, 2022 in crescita: valore della produzione 4,5 mln, ebitda 1,7 mln (+288%)

Il presidente Sommariva: «Al momento dell’ipo abbiamo rappresentato ai soci sottoscrittori un progetto pluriennale. Processo di crescita appena all’inizio»

Il consiglio di amministrazione di Redelfi, management company impegnata nella transizione digitale e green, ha approvato ieri il bilancio consolidato e il progetto di bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2022 da sottoporre all’assemblea degli azionisti, che sarà convocata in data 18 aprile.

Il valore della produzione è pari a 4,5 milioni di euro, in crescita del 390% rispetto al 2021 (0,9 milioni) e superiore alle stime delle guidance del piano industriale. Questo risultato è ascrivibile per 2 milioni di euro alla Business Unit Green, per 1,7 milioni alla Business Unit MarTech e per 0,8 milioni ad altri ricavi.

Ebitda, margine operativo lordo pari a 1,7 milioni di euro, in crescita del 288% rispetto al 2021 (negativo per 0,9 milioni) e superiore alle stime delle guidance del piano industriale; ebitda margin 37,3%.

Ebit (risultato ante oneri finanziari) pari 1,14 milioni di euro, in crescita del 193% rispetto al 2021 (negativo per 1,2 milioni); ebit margin 25,22%.

Risultato netto consolidato pari a 0,27 milioni di euro (3,5 milioni di euro al 31/12/2021)

Posizione finanziaria netta pari a 0,6 milioni di euro (cash positive 0,1 milioni di euro anel 2021), superiore rispetto alle stime delle guidance del piano industriale.

Davide Sommariva, presidente del consiglio di amministrazione della società, ha dichiarato: «Al momento dell’ipo abbiamo rappresentato ai soci sottoscrittori un progetto pluriennale; abbiamo poi incrementato il nostro commitment nei confronti del mercato con la presentazione di un ambizioso piano industriale nel novembre 2022 e, ad oggi, possiamo presentare con soddisfazione i primi risultati. Riteniamo che il processo di crescita sia appena all’inizio e, pertanto, confidiamo di dare ai nostri azionisti ulteriori elementi di gratificazione».

Il consiglio di amministrazione ha deliberato di proporre all’assemblea degli azionisti di destinare l’utile d’esercizio, pari a 457.992 euro, a riserva legale per 22.900 euro e a utili portati a nuovo per 435.092 euro.

Evoluzione prevedibile della gestione

La B.U. Green, nella sua applicazione del business model Bess, sarà il motore trainante del Gruppo, sul quale sono stati modellizzati i drivers del business plan, le cui guidance sono state comunicate al mercato.

Il Gruppo, nel corso dell’esercizio 2023, lavorerà sul mercato US per sviluppare i progetti già in pipeline, che – come–già specificato -attualmente sono inseriti in tre specifiche società veicolo denominate rispettivamente Lund Storage Center 1 LLC., Plomosa Storage Center LLC e Stantonville Storage Center LLC, per totali 800 MW di sviluppo.

A questo investimento sul mercato americano sono da sommarsi gli investimenti sul mercato italiano, dove il Bess, seppur in ritardo, inizia a essere richiesto dagli Equity Investors (operatori finanziari e industriali del mercato elettrico). Il Gruppo – al fine di perseguire al meglio le occasioni che stanno sorgendo – intende infatti da un lato lavorare con partners tecnici e/o finanziari che condividano il rischio industriale direttamente connesso allo sviluppo dei progetti, così mantenendo la policy già adottata sul mercato americano con l’avvio della partnership con il gruppo Altea Green Power e, dall’altro lato, discutere accordi quadro con gli Equity Investors interessati all’acquisto dei progetti sviluppati ed eventualmente disponibili a opzionare onerosamente i suddetti progetti in un mercato fortemente in crescita.

Inoltre, il Gruppo non esclude il ricorso a forme di finanziamento alternative (prestito bancario e/o minibond), finalizzate espressamente allo sviluppo della Business Unit Green.
Infine, l’emanazione del decreto che disciplinerà il meccanismo di incentivazione delle CER (core business della controllata CerLab srl), permetterà al Gruppo di partire anche con gli investimenti finalizzati alla costruzione ed esercizio degli impianti fotovoltaici.

La B.U. Martech che opera tramite la controllata Enginius srl, ad oggi non riscontra alcun rallentamento della domanda consulenziale verso terzi (in merito a Big Data, AI); l’acquisizione da parte di Enginius dell’80% della società svizzera Dreaming Lab Sagl, ha ampliato lo spettro d’azione della B.U. sia a livello tecnologico sia a livello geografico. Nel corso dell’esercizio 2023 si valuteranno ulteriori partnership/acquisizioni, con modalità similari a quella di Dreaming Lab Sagl, ovvero che non drenino liquidità al Gruppo e/o alla B.U. Green.

Con riferimento alle controllate Jarions srl e Adest srl, si precisa che le stesse stanno procedendo con lo sviluppo degli omonimi prodotti. Jarions, software con lo scopo di aggregare, categorizzare ed organizzare i messaggi provenienti da diversi canali social, dovrebbe essere rilasciato – salvo l’emergere di problemi tecnici – in versione Beta entro 6 mesi e commercializzato entro il 2024. Adest, software innovativo in grado di creare product placement dinamico o di editare video post-produzione inserendo in tempo reale prodotti a scopo commerciale, sarà lanciato entro la prima metà del 2025.

La B.U. GreenTech entrerà a regime non prima del completamento dell’esercizio 2024, in quanto è in fase di sviluppo il portale e la definizione del business model, al fine di raccogliere manifestazioni d’interesse e/o capitali da destinarsi alle attività di eco-system management.

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