Bando Zip a Genova: a un anno di distanza ecco cosa stanno facendo i vincitori

Obiettivo del bando: attivare processi di valorizzazione dell’economia urbana e di ripopolamento del tessuto economico locale

Bando Zip a Genova: a un anno di distanza ecco cosa stanno facendo i vincitori

A distanza di un anno dal lancio del Bando Zip (Zena Innovative People), il Comune di Genova presenta i nove progetti vincitori, e l’avvio delle attività delle imprese che li hanno ideati.

Il bando, finanziato per un ammontare pari a oltre 1,7 milioni di euro, a valere sui fondi Pon Metro 2014-2020, integrato con lo strumento europeo React Eu, mira ad attivare processi di valorizzazione dell’economia urbana e di ripopolamento del tessuto economico locale, al fine di contrastare gli effetti della pandemia Covid19, anche in chiave occupazionale.

Le reti vincitrici − Viceversa, DaDo, Incontrarti, Silver Digital Innovation Net, Arena Albaro Sustainability Hub, DISC, Piazz@Digitale, Innovative Mobility Hub, Penelope − sono costituite da imprese sociali e start up/pmi innovative, che stanno sviluppando progetti innovativi negli ambiti dell’assistenza alla persona, della tutela dell’ambiente, del turismo e cultura, dell’education, sport e ricreatività.

I contributi sono a fondo perduto, in regime di de minimis. I progetti sono tutti partiti a inizio agosto 2022 e si chiuderanno tutti entro il 30 agosto 2023 per i vincoli di finanziamento di Pon Metro – React Eu.

«Con il bando Zip, un nome che già richiama l’intenzione di fungere da vera e propria cerniera e da incastro di competenze e peculiarità di mondi diversi e fonderli in un unico soggetto − sostiene l’assessore allo Sviluppo economico Mario Mascia − si è cercato di coniugare due necessità fondamentali per Genova: da un lato, l’attivazione di nuove realtà imprenditoriali, dall’altro, il tema dell’occupazione e della valorizzazione delle competenze. Zip è dunque uno strumento di potenziamento delle competenze delle realtà del territorio, che ha sviluppato idee progettuali, sperimentando un modello di intervento basato sulla creazione di reti, costituite da start-up/Pmi innovative e imprese sociali, e abilitando processi di innovazione e integrazione. Il bando, che parte dalle necessità del territorio, ma che le declina in un’ottica di crescita e sostenibilità, è il risultato di un ampio lavoro realizzatosi attraverso il coinvolgimento e l’ascolto degli attori interessati. Ne sono scaturite nove idee di impresa che genereranno sicuramente un impatto positivo sull’economia locale».

 Di seguito i progetti finanziati

Rete Viceversaprogetto Viceversa: Illuminare e connettere: sta creando nuove connessioni digitali e fisiche tra i musei cittadini e il patrimonio outdoor per un’esperienza di visita innovativa e multidisciplinare. Nuovi percorsi per i visitatori dei musei, laboratori per le scuole, una web app con geolocalizzazione delle opere e con la possibilità di interagire con essa per arricchirla di nuovi contenuti.

Rete DaDoprogetto Zippemmu­Ecosistemi Digitali per la Comunità e l’Ambiente: sono state prodotte due app, una dedicata a un percorso di Gamification in Realtà Virtuale per la raccolta differenziata (sono state coinvolte 15 classi con attività laboratoriali) e una, invece, incentrata su turismo sociale e promozione del territorio, con video a 360° con mappe geolocalizzate.

Rete IncontrartiProgetto Téchne: ibridazione di artigianato e arte tradizionale col mondo digitale e tecnologico, sta sviluppando connessioni con le istituzioni culturali, turistiche e commerciali, tra audience engagement e occupabilità: design per la città, corsi di modellazione e stampa 3D per giovani fragili, studenti, docenti e operatori sociali e culturali, artigianato 4.0.

Rete Silver Digital Innovation Net progetto Silver Digital Innovation Centre: sta mettendo a punto servizi digitali dedicati alla popolazione over 65, per colmare il gap di competenza digitale di questo target, promuovendo una maggiore inclusione sociale e supportando la nascita di nuove start up e progetti di innovazione sociale che rispondano ai bisogni della silver generation.

Rete Arena Albaro Sustainability Hubprogetto Osa Orti Sperimentali Arena Albaro: i giovani scout del gruppo Agesci Genova 60 hanno collaborato a preparare gli spalti dell’Arena, che ospiteranno il primo sustainability hub genovese, rendendo accessibili alla cittadinanza orti sperimentali, che utilizzano metodologie di coltivazioni più tradizionali e altre forme di coltivazione più sostenibili grazie alla componente tecnologica (IoT) applicata all’agricoltura.

Rete Disc progetto Zena Disc – Digital Innovative Social Care: sta sviluppando la piattaforma Disc, costituita da due componenti, una per la digitalizzazione delle Cooperative (con revisione dell’organizzazione e dei processi, ma anche strumento di empowerment del personale), l’altra è un hub integrato di servizi agli utenti che consente un’estensione del servizio di assistenza e un accesso facilitato a documenti e applicazioni.

Rete Piazz@ digitaleprogetto Piazz@ Digitale: negli spazi della ex Città dei Bambini ai Magazzini del Cotone, sta approntando un E-sports center, un luogo di incontro volto a promuovere benessere e inclusione sociale per giovani 15-24 anni che si trovino o rischino la condizione Neet. I giovani vengono coinvolti attivamente in percorsi educativi sui temi della socializzazione, delle competenze digitali e del gioco responsabile.

Rete Innovative Mobility Hubprogetto Inclusive Mobility Hub (Imh): è in corso di allestimento un container, dentro cui si sviluppa il primo hub di formazione sulla mobilità innovativa, sostenibile e inclusiva. L’hub contribuisce a creare una nuova figura di autoriparatore specializzato in autoveicoli/ motocicli elettrici, fornisce ai conducenti educazione automobilistica sui veicoli elettrici, promuove iniziative in favore delle persone diversamente abili con soluzioni applicate alle esigenze di mobilità elettrica.

Rete Penelopeprogetto Ad’Agio: si sta ultimando l’allestimento di un’abitazione di simulazione situata in Piazza del Cavalletto, dove, anche grazie al coinvolgimento di 30 volontari, si sperimentano tecnologie digitali con applicazioni domotiche, protocolli di adeguamento ambientale e strategie riabilitative al fine di sviluppare un sistema di supporto domiciliare per le persone con disabilità visiva nella terza età.

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