Agricoltura, il crollo del gas abbassa il prezzo dei concimi. Coldiretti: «Salva la semina»

I fertilizzanti vengono ottenuti con procedimenti fortemente energivori e l’Italia è dipendente dall’estero per la loro produzione

Agricoltura, il crollo del gas abbassa il prezzo dei concimi. Coldiretti: «Salva la semina»

Con il crollo del prezzo del scende anche il costo dei concimi: si è tornati ai livelli pre-bellici, con un’importante riduzione rispetto al 2022 e la conseguente salvezza per le imminenti semine nelle campagne italiane.

Questo il dato emerso dall’analisi della Coldiretti sugli effetti del calo delle quotazioni del gas, che alla fine della settimana passata ha visto ad Amsterdam un’importante discesa al di sotto dei 50 euro al megawattora per la prima volta da 17 mesi.

«I concimi di sintesi (azotati, fosfatici o potassici) vengono ottenuti con procedimenti fortemente energivori – spiega la Confederazione – e l’Italia è dipendente dall’estero per la produzione di questi prodotti».

Una vera e propria boccata d’aria per le aziende agricole duramente colpite nel corso dell’ultimo anno dal balzo dei costi di produzione. «Un dato ancor più significativo in questo periodo – precisa ancora la Coldiretti – alla vigilia delle importanti operazioni colturali primaverili in cui gli agricoltori devono concimare».

Secondo Cai (Consorzi agrari d’Italia), ad oggi il prezzo dell’urea, il fertilizzante più utilizzato in agricoltura, oscilla tra i 600 e i 650 euro/tonnellata: un dato in linea con quelli dell’autunno 2021, ben distante dalla quota 1.000 euro/tonnellata raggiunta nei primi mesi del conflitto russo-ucraino. Il nitrato ammonico, invece, passa a 700 euro/tonnellata e i fosfatici si aggirano intorno alle 400 euro/tonnellata, vivendo un calo del 25%. Più contenuti sono i cali sui prodotti a base di potassio (-5%), che registrano invece in questo periodo una lieve oscillazione.

L’Italia importa il 70% circa di concimi minerali (azotati, fosfatici, potassio), con l’Egitto che da solo rappresenta poco meno del 50% delle importazioni, seguito da Algeria, Libia, Turchia e Marocco. A differenza dello scorso anno, quando, nel pieno degli interventi, il Paese ha, suo malgrado, registrato un deficit di fertilizzanti pari al 40% del fabbisogno nazionale, secondo Cai al momento non sono previsti particolari problemi di forniture.

«Le difficoltà economiche dell’ultimo anno – spiegano Gianluca Boeri e Bruno Rivarossa, presidente di Coldiretti Liguria e delegato Confederale – avevano portato a ridurre l’acquisto di mezzi tecnici, indispensabili per le nostre coltivazioni, già duramente colpite dalle anomalie legate al cambiamento climatico».

Tutto ciò ha portato a cali fino al 30% a causa, in prima istanza, della siccità e, in seconda battuta, del ridotto uso dei concimi, il cui aumento dei prezzi è influenzato dalla forte dipendenza della produzione mondiale dal costo del gas e dalla sua concentrazione primaria in Russia e Bielorussia.

«Quella che stiamo vivendo – concludono Boeri e Rivarossa – è un’inversione di tendenza davvero importante, sia per i bilanci delle imprese agricole che per garantire la produttività delle coltivazioni, con una riduzione della dipendenza dall’estero che fa da sostegno alla sovranità alimentare del Paese».

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