Vigilanza privata, presidio a Genova. Sindacati: «Salari indecenti, spesso sotto soglia di povertà assoluta»

Un presidio con oltre 150 tra lavoratrici e lavoratori

Vigilanza privata, presidio a Genova. Sindacati: «Salari indecenti, spesso sotto soglia di povertà assoluta»

Attendono il rinnovo del contratto nazionale di lavoro da sette anni gli oltre tremila addetti al servizio di vigilanza privata che oggi a Genova si sono mobilitati con 8 ore di sciopero  indetto, a livello nazionale, da Filcam Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil.

Un presidio con oltre 150 tra lavoratrici e lavoratori si è svolto oggi a Genova per dire basta a bassi salari, dumping contrattuale, turni massacranti, appalti al massimo ribasso e livelli di sicurezza insufficienti. Una rappresentanza tra sindacalisti e lavoratori è stata ricevuta dal Prefetto nel corso della mattinata.

«Abbiamo mobilitato le masse e siamo determinati a proseguire con scioperi e proteste se a breve non otterremo risposte dalle controparti – dichiarano Massimo Filippini funzionario Filcams Liguria, Silvia Avanzino segretario generale Fisascat Liguria e Genova e Gianluca Amarù funzionario Uiltucs Liguria – abbiamo comunicato al rappresentante del governo sul territorio le condizioni di lavoro a cui sono sottoposti  le lavoratrici e i lavoratori della vigilanza privata: non siamo più disposti ad accettare salari indecenti, in molti casi sotto la soglia di povertà assoluta in riferimento ai dati Istat, e rivendichiamo il rinnovo del contratto nazionale di lavoro che questi addetti attendono da sette anni. Le istituzioni hanno il dovere di farsi carico delle ingiustizie anche attraverso la lotta alla povertà che parte proprio dai rinnovi contrattuali».

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