Statistica, Brusoni: «Nel 2031 Genova avrà 700 mila abitanti»

Ma per Lodi (Pd): «Dai dati presentati emerge un evidente precipitarsi della situazione, con un notevole calo dei lavoratori»

Statistica, Brusoni: «Nel 2031 Genova avrà 700 mila abitanti»

«I dati statistici illustrati oggi dai nostri tecnici in Commissione confermano che l’obiettivo dei 700.000 abitanti nel 2031 è reale. Nel 2022, per la prima volta rispetto agli ultimi 20 anni, il numero dei residenti a Genova è rimasto invariato». A dirlo è l’assessore ai Servizi civici Marta Brusoni riprendendo i dati presentati ieri mattina, 23 gennaio, alla commissione consiliare sulla presentazione delle modalità di rilevazione e analisi statistica finalizzate alla redazione dell’annuario statistico comunale.

«Le celle telefoniche − ha dichiarato Brusoni − confermano la presenza sul territorio di 82 mila persone ‘domiciliate’ in città. Nonostante la curva negativa che contraddistingue tutte le grandi città italiane ed europee negli ultimi anni, Genova ha registrato un aumento del 14,5%, tra il 2021 e il dato parziale a novembre 2022, di lavoratori abitanti abituali, in crescita dispetto al periodo pre-covid del 2019, anno in cui il trend degli abitanti abituali si era fermato a un +12,7%. Il picco del 2020 della crescita degli abitanti abituali del +17,3% è spiegato dalle dinamiche collegate allo smarkworking e dal lockdown che hanno implicato una ‘stanzialità’ dei lavoratori a Genova, richiamandone altri per scelta di una qualità della vita nella nostra città decisamente più appetibile rispetto ad altri centri urbani, potendo lavorare da casa».

«Con questo trend, l’obiettivo dei 700.000 abitanti abituali, nell’arco dei prossimi anni è più che realistico. Le polemiche sollevate da alcuni consiglieri di minoranza sono senza alcun fondamento. Bisogna saper leggere i numeri», ha commentato l’assessore ai Servizi civici Marta Brusoni.

La consigliera comunale del Partito democratico Cristina Lodi era intervenuta sui numeri presentati in commissione dichiarando: «Il dato eclatante che è emerso è che nemmeno con l’ipotesi della conta delle celle telefoniche Genova tiene il numero di persone che la vivono anche ogni giorno. Dai dati presentati emerge infatti un evidente precipitarsi della situazione, con un notevole calo dei lavoratori. La cosa migliore da fare a questo punto è ripartire dai residenti, perché a loro devono essere dati i servizi necessari, facendo riflessioni territoriali. In secondo luogo, è necessario fare una riflessione su quanto sta accadendo in termini di mobilità lavorativa e produttiva sulla nostra città. Certo è che oggi non abbiamo scoperto nulla di nuovo: Genova sta perdendo pezzi, sotto l’indifferenza e dietro i proclami di una giunta che evidentemente non legge i dati in modo approfondito».

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.