Fondazione Gimbe: contagi in calo in Liguria, in controtendenza rispetto alla media nazionale

Il monitoraggio della Fondazione Gimbe fa chiarezza anche sulle varianti

Fondazione Gimbe: contagi in calo in Liguria, in controtendenza rispetto alla media nazionale

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe sul Covid rileva nella settimana 30 dicembre 2022-5 gennaio 2023, rispetto alla precedente, un calo dei nuovi casi in Liguria (-17%) e un’incidenza di 189 per 100 mila abitanti. La Liguria risulta in controtendenza rispetto a gran parte dell’Italia.

A livello nazionale «sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe – calano i ricoveri in area medica, mentre appaiono sostanzialmente stabili quelli in terapia intensiva».

Monitoraggio campagna vaccinale

Alla settimana 30 dicembre 2022-5 gennaio 2023 l’11,8% della popolazione over 5 anni ligure non è vaccinata al netto dei guariti. Lo 0,9% è guarito da meno di 180 giorni. Il 14,5% non ha ricevuto la terza dose di vaccino anche se sarebbe vaccinabile, mentre l’1,7% è guarito da meno di 120 giorni. Il 33,7% di chi potrebbe riceverla, ha fatto la quarta dose. In questo caso la Liguria è settima in Italia, superiore alla media nazionale.

Nuove varianti

«Le notizie provenienti dalla Cina – spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – nelle ultime settimane hanno generato un certo allarmismo, anche se quanto sta accadendo era ampiamente prevedibile. È inevitabile che un Paese che ha vaccinato poco, in particolare anziani e fragili, con un vaccino poco efficace sulla malattia grave, con l’improvvisa sospensione ai primi di dicembre della strategia “zero Covid” sperimenti una netta ripresa della circolazione virale e un rilevante impatto su ospedalizzazioni e decessi. Peraltro, se la Commissione Europea ha ribadito che mancano dati affidabili sulla situazione in rapida evoluzione del Covid-19 in Cina, l’Oms sottolinea che l’impatto della nuova ondata è ampiamente sottostimato per una comunicazione dei dati parziale e poco trasparente. Riguardo la possibilità che l’elevata circolazione del virus in Cina possa generare varianti di preoccupazione in grado di determinare una nuova ondata in altri Paesi, al momento non ci sono evidenze in merito».

In particolare, l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) il 5 gennaio ha rilasciato un aggiornamento sulla variante XBB.1.5 “ribattezzata” Kraken che non proviene affatto dalla Cina, ma dagli Stati Uniti ed è stata già definita dall’Oms come “la sotto-variante di Omicron più trasmissibile finora individuata”. L’Ecdc stima che abbia un grande vantaggio di crescita rispetto ai lignaggi circolanti in precedenza in Nord America (139%) ed Europa (137%), ma si tratta di stime associate a notevole incertezza e non esistono evidenze che possa determinare una malattia più grave. Secondo l’Ecdc potrebbe determinare un aumento dei casi di Covid-19 anche in Europa, ma non entro il prossimo mese perché la circolazione della variante è ancora limitata. Più in generale, l’Ecdc classifica Kraken (Xbb.1.5), Gryphon (Xbb), Cerberus (Bq.1) e Centaurus (Ba.2.75) come varianti di interesse e non come varianti di preoccupazione. Il report dell’Istituto Superiore di Sanità del 30 dicembre 2022 conferma la limitata circolazione di tali varianti in Italia.

«Se al momento la circolazione virale in Italia, seppur ampiamente sottostimata, appare sotto controllo – afferma Cartabellotta – gli scenari epidemiologici internazionali e il rilevante impatto dell’epidemia influenzale sui servizi sanitari, unitamente all’aggiornamento delle modalità di gestione dei casi e dei contatti stretti di casi Covid-19, richiedono il potenziamento di alcune strategie di sanità pubblica per contrastare il Sars-CoV-2. Innanzitutto, è cruciale rafforzare le attività di sequenziamento, sia in termini quantitativi, sia con indagini più ravvicinate nel tempo. In secondo luogo, bisogna aumentare le coperture vaccinali: sia del ciclo primario con tre dosi che vede oggi quasi 12 milioni di persone scoperte, sia soprattutto di 11,7 milioni di anziani e fragili a rischio di malattia grave che non hanno ricevuto la quarta dose; inoltre occorre somministrare un’ulteriore dose di richiamo ad over 80, ospiti Rsa e over 60 con fragilità per patologie concomitanti/preesistenti, su cui purtroppo non disponiamo di alcun dato per valutare la copertura. Inoltre, rimane sempre valida la raccomandazione di utilizzare le mascherine nei luoghi chiusi e affollati e – come previsto dall’aggiornamento della circolare del ministero della Salute del 1° gennaio 2023 – in caso di rilevante incremento della circolazione virale valutare l’adozione temporanea di altre misure, come il lavoro da casa o la limitazione delle dimensioni di eventi che prevedono assembramenti. Di dubbia efficacia per arginare la circolazione virale lo screening dei viaggiatori in arrivo dalla Cina per almeno tre ragioni: innanzitutto, meno del 10%) di passeggeri arriva con voli diretti; in secondo luogo perché l’estrema contagiosità di Omicron riduce l’efficacia già modesta degli screening documentata in letteratura; infine, perché la gestione dei positivi sarebbe comunque affidata all’isolamento fiduciario. L’unica reale utilità di questi screening è quella di identificare precocemente nuove varianti».

 

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