Inflazione, Bini Smaghi: «Rimanere a tassi bassissimi sarebbe da irresponsabili»

Profumo: «Ridurre il peso dell'energia sul costo del prodotto e costruire una politica industriale che faccia focalizzare il paese su prodotti ad alto valore aggiunto»

Inflazione, Bini Smaghi: «Rimanere a tassi bassissimi sarebbe da irresponsabili»

Rialzare i tassi di interesse per combattere l’inflazione e, in Italia,  realizzare le riforme previste dal Pnrr e costruire  una politica industriale che faccia focalizzare il paese su prodotti ad alto valore aggiunto: sono le principali misure per l’economia italiana che Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo, e Lorenzo Bini Smaghi, già membro del Comitato esecutivo della Bce e oggi presidente della Société Générale, hanno indicato   al convegno sulla politica monetaria della Bce che si svolge oggi pomeriggio nel Palazzo della Borsa, organizzato dell’Istituto di Economia Internazionale della Camera di commercio di Genova. In occasione dell’evento  il direttore scientifico della rivista “Economia Internazionale” Giovanni Battista Pittaluga ha conferito a Profumo e Bini Smaghi  il premio “Economia Internazionale Francesco Manzitti”.

Lorenzo Bini Smaghi

«Abbiamo un’inflazione che è intorno all’8-9% mentre i tassi di interesse sono ancora molto bassi – ha detto Bini Smaghi –. Se rimanessero troppo bassi si creerebbe un incentivo per domandare più credito, per indebitarsi, per stimolare la domanda e questo alimenterebbe ulteriormente l’inflazione, quindi i tassi di interesse devono essere adeguati, non sui sui livelli dell”inflazione, cioè non arriveranno al 7-8% ma comunque devono essere coerenti con l’inflazione, che gradualmente discende. Rimanere a tassi bassimi come lo scorso anno sarebbe stato da irresponsabili».

Per quanto riguarda l’Italia Bini Smaghi ha sottolineato che «C’è stato il Documento di programmazione economica che ha confermato una linea di prudenza nella finanza pubblica e questo è importante perché ha rassicurato i mercati, lo spread sta rientrando, c’è un approccio cauto che è importante, poi sulle specifiche misure vedremo, perché una cosa è disegnarle e un’altra metterle in atto. Aspettiamo. La cosa importante è seguire il percorso del Pnrr perché ci porterà molte risorse ma anche a realizzare le riforme che ci siamo impegnati a fare che dovrebbero fare crescere di più l’economia».

Rispondendo alle domande dei giornalisti sulle difficoltà incontrate dal governo nel realizzare le opere strutturali necessarie al rilancio dell’economia italiana e all’approvigionamento energetico, il presidente della Société Générale ha spiegato che «Bisogna trovare un rapporto tra governo centrale e territori che aiuti i territori ad avere delle compensazioni, credo per esempio che su Piombino, che riguarda la mia Toscana, forse ci sia una contrapposizione eccessiva, ci vuole un dialogo con chi deve assorbire queste infrastrutture in modo che anche il territorio ne abbia dei benefici non solo tutto il Paese, credo che ci siano esempi concreti di questo in molti paesi europei».

Sulla questione dei cambiamenti del contenuti del Pnrr che alcuni richiedono  Bini Smaghi ha precisato che «Se bisogna cambiare bisogna farlo subito, non si possono fare tanti discorsi, bisogna dire rapidamente cosa c’è da cambiare e farlo se necessario. Però non si può perdere tempo perché questi investimenti richiederanno tempo prima di avere un impatto effettivo sulla crescita economica, sulla produttività e sulla competitviità del paese».

Alessandro Profumo

Profumo ha precisato che «L’inflazione in Italia è soprattutto un’inflazione importata, viene da fattori esterni, dai rincari dell’energia e delle materie prime, e ha un impatto consistente sul sistema produttivo italiano. Si tratta di un impatto diverso da azienda ad azienda, per esempio noi come Leonardo abbiamo coperto i rischi di incremento dei costi dell’energia e siamo meno colpiti dal fattore inflattivo ma certamente la base produttiva italiana subisce un impatto significativo, quindi bisogna capire come riuscire a supportare le imprese e costruire nel tempo una politica industriale che faccia focalizzare il paese su prodotti ad alto valore aggiunto. Ci sono anche le famiglie a essere colpite, specialmente le più fragili, c’è un tema strutturale che va affrontato perché non possiamo vivere nel lungo periodo con supporti che vengono dal sistema fiscale. Bisogna capire come ritrovare un equilibrio sotto il profilo delle fonti di energia e ridurre il peso dell’energia sul costo del prodotto».

I rincari maggiori oggi riguardano il gas. «Il mercato del gas – ha osservato l’a.d. di Leonardo – è un mercato sottilissimo, il Ttf di fatto non esiste, dopo di che va detto che c’è certamente uno squilibrio tra offerta e domanda e quindi ci sono elementi strutturali al di là di quelli speculativi».

Circa il conflitto tra Russia e Ucraina, secondo Profumo «Fino a oggi noi europei siamo stati molto compatti e molto coesi, e questo è molto importante, poi l’impressione è che qualcosa si stia muovendo sul fronte della ricerca di una pacificazione. Leggo i giornali, e dai contatti che vengono comunicati sembra che, come è auspicabile, qualcosa si stia muovendo».

Il ritorno in presenza della giornata dell’economia internazionale ha consentito al presidente della Camera di commercio di Genova, Luigi Attanasio e al professor Pittaluga di ricordare pubblicamente lo scomparso professor Amedeo Amato, che ha curato la direzione della rivista “Economia internazionale/International Economics” per 25 anni: a lui è dedicato un numero speciale della rivista, realizzato con il contribuito di accademici ed esperti che con lui hanno collaborato. La moglie Isabel Consigliere, invitata alla cerimonia,ha ricevuto una targa commemorativa della Camera di commercio e dell’Istituto di Economia Internazionale della Camera.

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