Perché non si può tornare indietro nel tempo? Perché gli alieni non sono venuti a trovarci? O forse sono venuti? Da dove viene l’universo? Possiamo far diventare Marte come la Terra? Sono alcuni degli interrogativi (Faq significa Frequently asked questions,  cioè domande poste frequentemente) che spesso ci poniamo e ai quali Jorge Cham, ingegnere robotico, divulgatore e fumettista, e Daniel Whiteson, che insegna fisica sperimentale delle particelle all’Università della California, provano a dare risposta in “Faq sull’universo-Guida essenziale ai rompicapi del cosmo” (Longanesi) in modo da farsi capire anche da chi non ha una preparazione scientifica.

Lo fanno bene, in modo chiaro e divertente. In certi casi, a nostro personalissimo avviso, l’intento di essere alla portata di tutti e di non annoiare porta gli autori a degli eccessi: di certi “zum -zum- zuuuuuum” e di battute di spirito per i ragazzini delle medie si potrebbe fare a meno ma nel complesso il libro è bello. Leggerlo può avvicinare i più giovani al mondo della scienza – e c’è un gran bisogno di diffondere le competenze Stem (Science, technology, engineering e mathematics, l’insieme delle discipline scientifico-tecnologiche, e i relativi campi di studio): l’esito delle sfide che il nostro paese sta affrontando e affronterà in futuro, dipende da quanto questo obiettivo avrà successo. Ma anche per i meno giovani sono importanti l’attitudine al pensiero logico e alla risoluzione di problemi più o meno complessi e la possibilità di comprendere a grandi linee il funzionamento del mondo in cui viviamo.

L’Italia rispetto a molti Paesi è indietro nella diffusione della cultura scientifica e della competenza tecnologica. Soffre in misura maggiore della separazione tra le materie scientifiche e quelle umanistiche. È un fenomeno che ha radici profonde nella nostra cultura e che è stato codificato nella separazione tra liceo classico e liceo scientifico, secondo un modello elaborato dall’idealismo italiano, corrente filosofica recepita con un ritardo di circa un secolo rispetto alla sua matrice tedesca e che da noi ha portato a un sostanziale misconoscimento del pensiero scientifico. Eppure nel Medio Evo e nel Rinascimento in Italia gli studi perseguivano un modello di arti liberali che comprendevano il Trivium, cioè le scienze del linguaggio (Grammatica, Retorica e Dialettica) e il Quadrivium, le scienze della natura (Aritmetica, Geometria, Astronomia e Musica). L’individuo era inteso come un tutto in cui la sfera umanistica e quella scientifica non si contrapponevano. Già nella Grecia classica coesistevano filosofia e matematica. “Nessuno entri, che non sia geometra”: queste parole secondo una tradizione arrivata fino ai nostri giorni sarebbero state scritte sul frontone dell’Accademia, la scuola di Platone. “Se, come sembra – si legge nella Treccani – si tratta di un’invenzione dovuta a fonti tarde, è un’invenzione ben studiata. Essa esprime bene diversi motivi (…) coglie il grande interesse di Platone per queste discipline”. In realtà la scienza è nata dal mondo classico e la classicità è stata una ricerca costante della razionalità. Ulrich von Wilamowitz Moellendorff, il grande filologo classico e grecista tedesco, giudicava indispensabile la conoscenza del mondo greco in tutti i suoi aspetti, letterari, filosofici, politici e scientifici, non tanto come disciplina in sé ma piuttosto come punto di partenza verso le diverse discipline.

Ma stiamo andando troppo lontano dall’oggetto del nostro articolo. In sostanza, quella di Cham e Whiteson, è un’opera ben riuscita di divulgazione scientifica. Ne esistono altre, altrettanto meritorie.

“Faq sull’universo” affronta anche, in termini scientifici, una questione che di solito questo tipo di libri non affronta: c’è vita nell’aldilà? Si tratta probabilmente, come osservano gli autori, della domanda più profonda e antica che si pone l’umanità. Domanda alla quale la fisica non risponde perché, appunto, si occupa del mondo fisico. Cham e Whiteson non possono darci in proposito la risposta definitiva ma ci forniscono spunti di riflessione interessanti, ispirati alla meccanica quantistica. Vale la pena di leggerli.

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