Un’economia ancora in crescita, soprattutto grazie al settore terziario (in particolare il turismo), ma destinata a rallentare nell’ultimo trimestre del 2022 e nel 2023.

L’aggiornamento congiunturale della Banca d’Italia sull’economia della Liguria aggiornata al terzo trimestre evidenzia un’incertezza che si ripercuote già negli ultimi tre mesi a causa dell’indisponibilità e al rialzo dei prezzi di alcuni fattori produttivi (tra cui quelli energetici), oltre che all’evoluzione del conflitto russo-ucraino.

A risentirne di più sarà probabilmente il turismo dall’estero, afferma la direttrice Daniela Palumbo.

Tuttavia il quadro congiunturale favorevole ha stimolato la crescita degli occupati (4,3%), più marcata per i lavoratori dipendenti (5,3%) e per la componente maschile (5,8%). Il tasso di disoccupazione è sceso all’8,3% e cresce il tempo indeterminato. «Si tratta in diversi casi di conversioni da determinato a indeterminato» afferma Luigi Gazzano, uno dei redattori del documento. Si è ridotto parecchio il ricorso alla cassa integrazione. Nei primi otto mesi del 2022 le assunzioni nette nel settore privato non agricolo (oltre 31.000) sono state leggermente superiori a quelle registrate nel corrispondente periodo dell’anno precedente, con una ripresa di quelle a tempo indeterminato. Nei primi nove mesi dell’anno il ricorso alle forme di integrazione salariale è fortemente diminuito.

La produzione dell’industria in senso stretto ha rallentato, segnando un incremento marginale in termini di ore lavorate, mentre il fatturato, sostenuto anche dalla dinamica dei prezzi, è salito in misura più ampia: oltre il 60% delle aziende ne ha registrato una crescita rispetto allo stesso periodo del 2021, una quota di tre volte superiore a quella delle imprese che hanno segnalato una diminuzione. Le previsioni a breve termine degli operatori prefigurano una sostanziale stabilità dei volumi produttivi.

«Bene il comparto delle costruzioni − sottolinea Palumbo − l’espansione beneficia delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione del patrimonio abitativo e della prosecuzione dei lavori alle principali opere infrastrutturali». Secondo i dati provvisori segnalati alle Casse edili, le ore lavorate sono aumentate per il quarto semestre consecutivo. Nell’ambito del Pnrr e del Pnc agli enti territoriali liguri sono stati sinora assegnati 1,8 miliardi.

A sostenere il terziario, appunto, i flussi turistici aumentati del 38,9%. In particolare i pernottamenti degli stranieri. A partire dal mese di maggio le presenze hanno superato i livelli precedenti la pandemia. Nel primo semestre anche il numero dei passeggeri in transito nei porti liguri è salito, grazie alla ripresa dei viaggi in traghetto e delle crociere.

La componente commerciale del porto, invece, ha rallentato: 5,7%, rispetto all’8,4% di dicembre 2021, con un modesto calo della componente containenzzata (-1,8%).

Cresce l’immobiliare (+14% nel primo semestre 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021).

L’export viaggia ampiamente a doppia cifra: +48,7% nei primi sei mesi del 2022, tasso superiore a quello della media nazionale (22,5%) e del Nord Ovest (22,1%). A trainare l’andamento l’incremento del settore coke e prodotti petroliferi raffinati (+137,7% rispetto al primo semestre 2021) ma anche dei mezzi di trasporto (di cui navi e imbarcazioni +93,2%).

Per quanto riguarda la redditività delle imprese per ora non c’è da preoccuparsi, anche se ha risentito dell’incremento dei costi dei fattori produttivi, in particolare di quelli energetici. Gli aumenti dei prezzi del gas e dell’energia elettrica hanno determinato una riduzione dei margini di profitto per circa un quarto delle aziende; ciononostante, i tre quarti delle imprese prevedono di chiudere l’esercizio in utile (una percentuale di poco inferiore a quella del 2021). La liquidità aziendale si è attestata su livelli elevati; i prestiti bancari al settore produttivo hanno decelerato (dal 7% a dicembre 2021 allo 0,5 a giugno), riducendosi leggermente nei mesi estivi (-0,4% ad agosto). In ogni caso le condizioni di accesso al credito sono rimaste favorevoli, nonostante il lieve aumento dei margini applicati. Si è registrata una frenata dei finanziamenti alle imprese di maggiori dimensioni.

In base alle previsioni disponibili, nel 2022 i consumi delle famiglie dovrebbero comunque aumentare, seppure in misura meno intensa rispetto allo scorso anno a causa dell’incremento dei prezzi (in Liguria +8,7% a settembre).

Le transazioni immobiliari e i consumi hanno sostenuto la domanda di prestiti bancari da parte delle famiglie, cresciuti a un tasso (4,2% alla fine di giugno) analogo a quello del 2021. «La domanda è cresciuta in connessione con la dinamica delle transazioni immobiliari e dei consumi», puntualizza Gazzano. Le condizioni di offerta sono rimaste favorevoli, nonostante il lieve incremento dei margini applicati. Il rialzo dei tassi di interesse invece ha disincentivato la richiesta di surroghe.

«Tuttavia − rileva Palumbo − non possiamo trascurare che le imprese non potranno sostenere molto a lungo l’aumento dei costi di produzione e l’incremento dei tassi. Un peggioramento delle condizioni economiche e finanziarie delle imprese, si ribalterà sui bilanci delle banche e determinerà un deterioramento della qualità del portafoglio prestiti che invece finora era stata soddisfacente».

«Le nuove posizioni deteriorate si sono mantenute su livelli contenuti, l’1%, e per le imprese l’incidenza dei crediti più rischiosi è rimasta invariata» aggiunge Gazzano.

I depositi di imprese e famiglie liguri hanno continuato ad aumentare (4,1%), mentre il valore dei titoli a custodia presso il sistema bancario si è ridotto (-9,4%), riflettendo anche il generalizzato ribasso delle quotazioni osservato sui principali mercati finanziari.

«Occorre proteggere il risparmio dall’inflazione diversificando gli investimenti, avere attenzione al contenimento dei rischi e ricercare opportunità remunerative – dice Palumbo – ma questo richiede conoscenze finanziarie. In Italia, ma anche in Liguria, il livello di cultura finanziaria è davvero insufficiente. Per questo la Banca d’Italia è impegnata in progetti per aiutare i risparmiatori, progetti molto più urgenti per le fasce più deboli della popolazione che più di altre stanno pagando lo scotto dell’inflazione e la perdita del potere d’acquisto».

Qui tutto il report con i grafici.

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