“Sull’illuminismo” di Andreas Riem

Pubblicato da Rubbettino

“Sull’illuminismo” di Andreas Riem

“Sull’illuminismo” di Andreas Riem, pubblicato da Rubbettino in questa edizione curata da Hagar Spano e accompagnata da una prefazione di Dirk Kemper, ha il merito di salvare dall’oblio l’opera di Andrea Riem stampata la prima volta nel 1788 con il titolo “Über Aufklärung. Ob sie dem Staate, der Religion, oder überhaupt gefährlich sey, und seyn könne?” e poi dimenticata negli scaffali delle biblioteche.

Uscita durante le polemiche scatenate dall’Editto di religione emesso in Prussia nel 1788, che obbligava i sacerdoti protestanti a insegnare e predicare secondo testi ufficiali e non in base alle loro personali interpretazioni l’opera di Riem, pubblicista radicaldemocratico, si inserisce nel dibattito sui meriti e sui limiti dell’Aufklärung e sui suoi rapporti con la religione di Stato, avviato dall’emanazione dell’Editto. Violenta è la polemica di Riem contro la Chiesa cattolica – “è un principio basilare della Chiesa romana mantenere il popolo nella sua stupidità: e perciò lo si priva della Bibbia” – e verso la figura del “teologo senza illuminismo”, “Un misero prete, un mentecatto che rinnega la ragione”, mentre agli ecclesiastici protestanti lo scrittore domanda: “Lo Stato, le leggi e il popolino guadagnano di più dalle menti illuminate o dalle menti infarcite di vecchi guazzabugli e di compassate dottrine della fede?”

La proposta di Riem, di una religione cristiana “naturale”, rischiarata dai principi illuministici e insegnata da ministri illuminati, “utile” allo Stato e al benessere del popolo, e una religione in mano a “uomini pieni di pregiudizi”, “servitori dello Stato che ingannano o sono ingannati” verrà poi sviluppata dalla teologia liberale che distinguerà tra la “religione di Cristo” e la religione dogmatica e organizzata. La sua lettura ci permette di entrare direttamente nel cuore di un dibattito che non si è ancora concluso e che è andato ben oltre i rapporti tra regione e Stato.

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