Genova: i pappagallini si spostano nelle vallate ma i nidi restano alla Foce e a Sestri

È quanto emerge dal primo monitoraggio realizzato dal Comune di Genova in collaborazione con il Museo di Storia Naturale Doria, Arpal e Università di Genova

Genova: i pappagallini si spostano nelle vallate ma i nidi restano alla Foce e a Sestri

Pappagallini e parrocchetti hanno colonizzato progressivamente moltissime aree verdi di Genova, molti si sono sposati lungo le vallate principali di Genova, Bisagno e Polcevera, e lungo percorsi nel centro-periferia ma le nidificazioni restano concentrate, per la maggior parte, nei luoghi storici della Foce e Sestri Ponente. È quanto emerge dal primo monitoraggio realizzato dal Comune di Genova in collaborazione con il Museo di Storia Naturale Doria, Arpal e Università di Genova (Distav e Dafist)

Negli ultimi anni, i mutamenti climatici hanno favorito l’ingresso e la proliferazione di specie alloctone in diversi ecosistemi europei. Tra queste i parrocchetti dal collare, originari dell’Asia e dell’Africa subsahariana, e le amazzoni, originarie del Sud America, costituiscono una necessità gestionale comune ad altre città italiane ed europee. Sono sempre più numerosi e, introdotti involontariamente dalla fine degli anni Settanta nei quartieri di Castelletto e di Albaro, hanno “colonizzato” progressivamente moltissime aree verdi della città.

«Lo sviluppo di questo filone di ricerca – spiega l’assessore all’Ambiente Matteo Campora – è finalizzato, più in dettaglio, a fornire uno strumento utile sia all’indagine sui diversi aspetti collegati alla presenza di queste specie a Genova, sia alla pianificazione degli interventi volti a equilibrare il doppio volto della città come spazio umano e come habitat della fauna selvatica-aliena. Le centinaia di email arrivate dai cittadini testimoniano la grande attenzione dei genovesi verso le tematiche ambientali, uno strumento molto utile anche alla ricerca e al nostro assessorato per una mappatura puntuale dei fenomeni in modo capillare sul territorio».

Il programma si avvale anche dell’aiuto dei cittadini grazie a un progetto di citizen science: chi avvista pappagalli nel territorio del Comune di Genova può inviare la segnalazione a un indirizzo di posta elettronica creata appositamente (pappagalli@comune.genova.it). I dati richiesti sono innanzitutto il luogo, la data e l’ora dell’avvistamento; molto importante l’invio di una foto che consenta una sicura identificazione della specie. Tra le note, anche il numero di esemplari osservati e il tipo di attività che stavano svolgendo, oltre alla direzione del volo.

«Il censimento delle specie alloctone è fondamentale sia sotto il punto di vista scientifico sia per la sostenibilità del nostro ecosistema urbano – commenta l’assessore agli Animali Francesca Corso – i cambiamenti climatici e la diffusione di nuove biodiversità sono un elemento di attualità con cui dobbiamo confrontarci con tutti gli strumenti di monitoraggio a disposizione, coinvolgendo anche i cittadini, in modo che la presenza di nuove specie possa essere una peculiarità territoriale da preservare, prevedendone gli eventuali impatti nell’ecosistema esistente».

I dati raccolti, una volta validati dagli esperti, confluiranno nell’Osservatorio della Biodiversità Ligure – Li.Bi.Oss., una banca dati regionale gestita dall’Arpal, accessibile liberamente da qualsiasi utente. Il cittadino che partecipa al progetto può anche lasciare il proprio nome e un indirizzo di posta elettronica dove ricevere aggiornamenti sull’iniziativa.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.