Il cavolo nero è prodotto e cucinato soprattutto nelle regioni centrali e centromeridionali, prevalentemente in Campania, Lazio e Toscana. In Toscana è uno dei protagonisti della cucina, ingrediente fondamentale della ribollita e della farinata, detta anche zuppa cavolaia o cavolata o incavolata. Anche in Liguria è presente, e da tempo. Un antico piatto ligure è la polenta con il cavolo nero (vedi) e una volta a Genova era la zuppa di cavolo nero  a interrompere il digiuno della vigilia di Natale.

Il piatto che proponiamo oggi deve essere altrettanto antico, anche perché basta disporre di cavolo e di uova per pensare  di metterli insieme, non occorrono secoli per avere l’idea.

Ingredienti. Due kg di cavolo nero, quattro spicchi d’aglio, olio extravergine di oliva, otto uova, 30 grammi di pecorino grattugiato, 70 grammi di parmigiano grattugiato, sale.

Procedimento: ponete in acqua bollente poco salata le foglie di cavolo, private della loro nervatura se sono grandi, o lasciate integre se piccole e quindi con nervatura non coriacea. Fatele bollire per quindi minuti, sgocciolatele, tagliatele a pezzetti. In una padella mettete olio quanto basta e quattro spicchi d’aglio schiacciati e spellati. Quando questi iniziano a prendere colore toglieteli e versate nella padella il cavolo. Fatelo insaporire con una cottura di una decina di minuti. Intanto sbattete in una ciotola le uova con un pizzico di sale, il pecorino e il parmigiano. Aggiungete il cavolo appena pronto e mettete la frittata a cuocere in padella il tempo che ci vuole. Lasciatela raffreddare e gustatela con un Valpolcevera bianco.

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