Ambiente, Imperia e Savona tra i pochi capoluoghi che adottano il 100% dei Cam negli appalti

Tra i criteri ambientali meno applicati dai Comuni quelli sull'edilizia, il 37,8%, dato in peggioramento rispetto allo scorso anno

Ambiente, Imperia e Savona tra i pochi capoluoghi che adottano il 100% dei Cam negli appalti

In tutta Italia solo 18 capoluoghi di provincia registrano un tasso di attuazione dei Cam – Criteri ambientali minimi del 100% e tra questi ci sono due amministrazioni liguri: Imperia e Savona.

I Cam sono i “requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato”.

Ma i Comuni italiani che utilizzano i criteri ambientali minimi nella predisposizione degli appalti sono ancora pochi: secondo l’Agenzia Dire, solo 1 capoluogo su 3 adotta almeno l’80% dei criteri verdi minimi (35 Comuni) e solo 18 Comuni raggiungono il 100%.

Rispetto agli acquisti verdi e i Cam, oggi la loro adozione è prerequisito essenziale per concorrere ai bandi del Pnrr. Ma il tema degli acquisti verdi riguarda più in generale tutto il mondo delle imprese in un’ottica di economia circolare ed efficientamento dei processi.

Una spinta in avanti, spiega Dire, è arrivata con l’introduzione del Dnsh (Do no significant harm), principio in base al quale gli interventi previsti dal Pnrr non dovranno arrecare un danno significativo all’ambiente. E tenuto conto di tutti i fattori che concorrono a formare l’indicatore complessivo, il capoluogo più performante risulta Torino. Entrando nello specifico, il 98% delle amministrazioni coinvolte è a conoscenza del Gpp, in crescita rispetto allo scorso anno.

I criteri ambientali più applicati sono quelli relativi all’acquisto di stampanti, di carta in risme e sui servizi di pulizia, quelli meno applicati riguardano invece l’edilizia (il 37,8%, dato in peggioramento rispetto allo scorso anno), i prodotti tessili (il 37%), l’acquisto di calzature e accessori in pelle (il 34,7%).

Tra le maggiori criticità che i capoluoghi riscontrano nell’applicazione dei Cam, al primo posto figurano la mancanza di formazione (46%), seguita dalle difficoltà nella stesura dei bandi (41%) e dalla mancanza di imprese dotate dei requisiti (25%)per la partecipazione a bandi che hanno integrato i Cam.

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