Dagli “scarti” del pesce si è ottenuto un fertilizzante naturale da impiegare per l’agricoltura: è il risultato del Progetto Fish – Fertilizzante idrolizzato Suolo e Habitat.

Capofila del Progetto Fish è la Società Charta di Genova, insieme con le Università di Torino, Modena e Reggio Emilia, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e sei aziende agricole liguri della costa e dell’entroterra dall’Imperiese a Sarzana e il sostegno del comparto della pesca.

La Cooperativa Armatori Motopescherecci di Santa Margherita Ligure ha fornito il pescato per realizzare il prodotto e ha ospitato il laboratorio di pre-produzione in uno dei locale concessi dal Comune di Santa Margherita Ligure che ha dato il patrocinio all’iniziativa.

I partner dell’iniziativa hanno partecipato con successo al bando del Psr-Piano sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Liguria che ha attribuito al Progetto Fish 360 mila euro per sostenere il riutilizzo di sottoprodotti inutilizzati della pesca che rappresentano il 40% del pescato e realizzare un nuovo prodotto biostimolante e fertilizzante per favorire le colture orticole e floricole del territorio, per aumentarne le difese nei cambi climatici in corso, inibire la germinazione di infestanti, svolgere un attività antimicrobica su alcuni patogeni tra cui la Salmonella typhimurium.

Il partenariato Fish è cominciato da un prodotto artigianale frutto della sperimentazione della naturalista Simona Gervasio che inserisce l’iniziativa in un cambio complessivo del paradigma industriale recuperando alcuni importanti aspetti della chimica del passato coniugandoli con gli sviluppi della microbiologia.

Nel corso della giornata di lavori a Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure, il 7 ottobre, verranno presentati i risultati ottenuti in due anni di sperimentazioni e le prospettive di sviluppo, sia in termini scientifici, sia sotto il profilo produttivo e le applicazioni in campo.

Tutte le prove hanno fornito un quadro interessante nella prima fase applicativa dei prodotti Fish, in nessuna è emersa la presenza di fitotossicità, evidenziando la sicurezza del prodotto.

L’obiettivo futuro è il passaggio dalla pre-produzione a una produzione su vasta scala sostenuta dall’approvazione ministeriale italiana ed europea per la distribuzione commerciale.

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