Verrà approvata domani dalla giunta regionale la delibera con cui si finanzierà il trasporto scolastico dei ragazzi disabili che frequentano i corsi di formazione, oltre la scuola dell’obbligo.

Lo ha comunicato in consiglio regionale l’assessore alla Formazione e politiche sociali Ilaria Cavo. Il procedimento si è reso necessario dopo che Città Metropolitana non ha potuto più farsi carico del trasporto di questi giovani in quanto hanno superato l’età scolare e quindi i parametri previsti dal diritto allo studio.

Per questo l’assessorato alla Formazione della Regione Liguria ha voluto garantire la copertura del costo impegnando 200 mila euro del bilancio discrezionale dell’assessorato a tal fine. Finanziamenti che verranno trasferiti alla Città Metropolitana. L’obiettivo è quello di garantire che gli studenti di questi percorsi integrati e innovativi possano raggiungere i luoghi dove questi corsi si tengono e ovviare così a un vuoto di competenza sul trasporto scolastico.

Questi finanziamenti si vanno ad aggiungere ai precedenti 8,5 milioni di euro per i corsi finalizzati all’inserimento lavorativo di giovani disabili.

«Prendiamo atto che la giunta ha capito che bisognava intervenire per riattivare il servizio di trasporto per i ragazzi e le ragazze con disabilità che frequentano i corsi di formazione professionale. Peccato che la risposta della giunta al problema sia tardiva, visto che i corsi sono iniziati a maggio», dichiarano Pippo Rossetti consigliere regionale del Partito Democratico e Gianni Pastorino, consigliere regionale di Linea Condivisa che hanno presentato un’interrogazione congiunta per essere informati sul mantenimento del servizio di trasporto riservato ai ragazzi con disabilità che frequentano i corsi di formazione.

«È comunque inaccettabile il balletto delle competenze su chi deve garantire il trasporto tra città metropolitana, che copre il servizio per la scuola dell’obbligo, mentre per i corsisti, che non sono in età d’obbligo se ne occupa la Regione. A oggi le conseguenze di questa gestione le hanno pagate le famiglie e i ragazzi, sperando che non ci sia stato per alcuni l’impossibilità di frequentare i corsi. Questo sarebbe gravissimo. Chiediamo all’assessora Cavo di tenere alta l’attenzione su questo tema e sollecitarne la riattivazione, perché non vorremmo che i tempi della burocrazia rallentassero la ripresa di un servizio che sarebbe già dovuto essere attivo».

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