Il sindaco di Genova Marco Bucci ha confermato al convegno “Riparazioni navali in crescita: investimenti per il futuro di Genova” la volontà del Comune di favorire lo sviluppo dell’area delle riparazioni navali per consentire commesse su navi da crociera o comunque imbarcazioni molto grandi.

Bucci ha escluso che tra le idee progettuali ci sia quella di utilizzare gli spazi dello yacht club, ma ha indicato tre opzioni: l’allargamento dei bacini usufruendo di ciò che verrà liberato con la costruzione della nuova diga, l’area vicino a Fincantieri oppure, sempre a Ponente, uno spazio entro il porto di Pra’.

«Non lo faremo a spese di qualcuno già esistente», ha detto Bucci.

La platea del convegno

A gestire le aree è Ente Bacini srl, società partecipata a prevalente partecipazione pubblica (96,7% Adsp del Mar Ligure Occidentale, 2,1% Riparatori Navali Genovesi srl e 1,08% Genova Industrie Navali spa). Sino al 2025 il presidente è Mauro Vianello, mentre Alessandro Terrile è l’amministratore delegato: «I numeri del 2021 e quelli del primo semestre 2022 sono positivi − afferma Terrile − nell’ultimo anno e mezzo abbiamo investito 4 milioni per la manutenzione delle aree e si è completato il sistema di elettrificazione delle banchine. Grazie all’Autorità di Sistema Portuale sono previsti altri 30 milioni euro per un adeguamento infrastrutturale che serviva da decenni».

I numeri vedono ricavi cresciuti dai 7,7 milioni del 2018 ai 10,4 milioni del 2021 (nei primi otto mesi del 2022 sono già superiori a 8 milioni). Il risultato di esercizio è positivo: 556.990 euro nel 2021 dopo tre anni negativi (anno peggiore il 2019 con -895.215 euro).

Investimenti passati

I 4 milioni investiti si sono aggiunti agli 8,5 per la manutenzione di infrastrutture e edifici in concessione. Tra gli interventi più rilevanti: revamping integrale della stazione di pompaggio del bacino n.5, manutenzione straordinaria delle 6 barcheporta, parziale sostituzione degli scali in legno dei 5 bacini, efficientamento energetico e ammodernamento impiantistico degli edifici in concessione, informatizzazione e automazione dei sistemi di controllo dei bacini, automazione del varco di accesso alle aree operative e studio di fattibilità per il revamping del depuratore.

Se Ente Bacini ha “solo” 40 dipendenti diretti per la gestione del compendio, in realtà le riparazioni navali impiegano, come dice Terrile, circa 1500 persone con un indotto molto superiore al doppio. «Persone con alta specializzazione e competenza. Abbiamo una ricaduta importante in città».

Dal primo agosto il nuovo regolamento (l’ultimo era del 2002) aggiorna appunto sul tema della sicurezza sul lavoro e ambientale, oltre che a obbligare l’allacciamento alla rete elettrica per chi viene in bacino e in ormeggio.

I 30 milioni che arrivano dal programma straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale consentiranno di ammodernare le strutture e gli impianti dei bacini 4 e 5, la realizzazione di una nuova piattaforma tra i bacini 4 e 5, l’allungamento del molo dell’ex superbacino, la riprofilazione della banchina per rendere funzionale Molo Giano interno.

Un rapporto, quello con Genova, non sempre sereno a causa della vicinanza con le case: «Chiediamo rispetto alla città − dice Terrile − ma pensiamo che questo debba essere ripagato con altrettanto rispetto. Stiamo dimostrando di contenere le emissioni e adottando procedure per evitare che ci sia inquinamento. L’elettrificazione è realtà, altri investimenti programmati serviranno per limitare le emissioni della pitturazione, con gli anemometri che segnalano quando smettere, inoltre nei bacini più vicini alle case sono vietate alcune lavorazioni».

 

 

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