Simone Pesce, responsabile Ast Cisl Savona, ribadisce la richiesta dell’attivazione di un tavolo per lo sviluppo economico a livello provinciale capace di fare sintesi sulle crisi ma soprattutto di programmare iniziative condivise a sostegno di un modello di sviluppo locale integrato che ne valorizzi le vocazioni e le caratteristiche peculiari.

«Il nuovo scenario che si sta determinando sul territorio savonese necessita di una rinnovata e più concreta attenzione da parte delle parti sociali e della politica locale, regionale e nazionale. La concomitanza di eventi locali, nazionali e internazionali sta nuovamente definendo importanti cambiamenti con pesanti ricadute sul tessuto economico, produttivo ed occupazionale locale. L’incapacità, o in alcuni casi l’impossibilità, di aver definito fino ad oggi alcune vertenze storiche, quali ad esempio Piaggio Aerospace, LaerH, Sanac, Funivie, peggiora ulteriormente uno scenario complesso che il territorio deve apprestarsi ad affrontare nei prossimi mesi».

Le ricadute derivanti dalle molteplici variabili che hanno influenzato i mercati internazionali (pandemia, guerra, instabilità politica, speculazioni finanziarie con conseguente aumento dei costi dell’energia e delle materie prime) secondo Pesce impongono un cambio di passo nonché una rinnovata capacità di far sentire la voce di un territorio ancora in grado di sviluppare iniziative imprenditoriali e crescita economica.

«In uno scenario politico nuovamente in fase di rinnovamento e che, purtroppo, riscontrerà un ulteriore ridimensionamento della propria rappresentanza politica a Roma, diventa sempre più determinante, per un territorio come il nostro, sapere fare sintesi e parlare con voce univoca per essere ascoltato dal nuovo governo. Occorre evitare la duplicazione di incontri, riunioni e tavoli che spesso confondono e pregiudicano gli esiti o le tempistiche delle decisioni, come diventa sempre più determinante promuovere un modello territoriale di sviluppo evitando lo “spacchettamento” delle vertenze pur nel rispetto delle peculiarità dei settori e delle filiere».

Per Pesce sono tanti i temi trasversali che possono interessare a diverse tipologie di aziende e a diversi comparti produttivi e che, pertanto, devono essere affrontati e sostenuti dall’intero territorio: infrastrutture, agevolazioni per area di crisi complessa, utilizzo fondi regionali ed europei per sostenere e rilanciare le imprese ed il lavoro.

«Molte partite vanno giocate in rapporto con il governo centrale e con i ministeri competenti e, per tale motivo, occorre individuare un modello di confronto costante e univoco di relazione che assicuri tempestività ed incisività. Purtroppo i problemi derivanti dall’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime nonché dall’ennesimo cambio di governo rischiano, da un lato, di peggiorare il quadro complessivo delle vertenze da affrontare come la recente richiesta di cassa integrazione delle Vetrerie, dall’altro di rallentare percorsi già iniziati ma non ancora conclusi come Sanac nell’ambito della vertenza nazionale Acciaierie d’Italia e Funivie».

Nonostante ciò, per Pesce, la provincia di Savona, a fronte anche della sua collocazione geografica e delle sue vocazioni naturali e storiche, continua a manifestare importanti opportunità di sviluppo: «Basti pensare alle potenzialità derivanti dal sistema portuale e della logistica, dal settore industriale ancora radicato e potenzialmente implementabile, dagli investimenti recentemente avviati in Valbormida ed in alcune aree costiere anche a fronte dei contributi derivanti dallo status di area di crisi industriale complessa, dalle aree immediatamente disponibili per nuovi futuri insediamenti produttivi, dal settore turistico e commerciale in ripresa dopo gli anni bui della pandemia».

Per Pesce dopo l’ennesima “sbornia” di promesse elettorali sarà necessario intrecciare un rapporto più stretto e collaborativo con le varie componenti di governo che saranno chiamate a guidare il Paese in questo difficile momento. «Non ci sono più tempo e spazio per i giochini politici se si vuole sostenere e rilanciare un territorio che ha tutte le potenzialità per creare sviluppo economico con effetti benefici anche per l’intera Regione e per l’intero Paese. La Cisl, come sempre nella sua storia, è pronta a confrontarsi con chiunque avrà ruoli di governo e di amministrazione ai vari livelli istituzionali e non intende prestarsi, né oggi né in futuro, a facili strumentalizzazioni di interesse politico. Il grande lavoro fatto in questi anni per salvaguardare l’esistente e progettare il futuro può essere ancora utilizzato per gestire il cambiamento ma occorrono un diverso metodo di confronto, maggiore coerenza e coordinazione negli interventi e, come più volte sollecitato, un tavolo di regia e di sintesi territoriale. Penso che una classe politica lungimirante dovrebbe saper comprendere le potenzialità di un territorio e, pertanto, sostenerne lo sviluppo anche in momenti complicati come quelli che stiamo vivendo. Nei prossimi mesi la Cisl di Savona sarà impegnata a sostenere le richieste di intervento strutturale promosse a livello nazionale, ma anche ad affrontare i temi locali attraverso il coinvolgimento dei propri dirigenti e dei propri delegati. Il Paese e la nostra provincia hanno bisogno di riforme serie ed incisive che, da un lato, consentano di superare le emergenze ma, dall’altro, di progettare un futuro migliore per le comunità territoriali e per l’intero Paese attraverso la valorizzazione del lavoro, della formazione e degli investimenti».

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