Lo scorso 3 settembre a Noli, nel savonese, si è tenuto il convegno dedicato al futuro della piccola pesca artigianale.

Il comparto, spiega Coldiretti Liguria, da tempo si trova a dover fronteggiare limiti e regolamenti imposti dalla normativa europea. «Le normative Ue – spiega Daniela Borriello, responsabile di Coldiretti Impresa pesca Liguria – hanno tolto negli anni e stanno pian piano continuando a togliere dal panorama europeo tante tipologie di pesca che, nel loro piccolo, supportavano egregiamente piccole comunità. Per far sì che la piccola pesca artigianale non scompaia, è necessario vengano messe in atto una collaborazione e una cogestione concrete, ma non solo. Essere propositivi e anticipare le normative europee attraverso piani di gestione che partano dal basso risulta oltre modo fondamentale».

L’Unione europea, attraverso il Fondo europeo per gli Affari Marittimi e per la Pesca sostiene l’attuazione di strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo Community led local development, mediante i Flag – Fisheries local action group.

L’intento primario dei Flag è di promuovere e mantenere la prosperità economica e sociale delle zone di pesca con azioni di promozione e sostegno alle attività, con la creazione di sinergie e alleanze con il pubblico turistico.

«Il Flag savonese, in questo senso, ha provveduto ad approntare un progetto ad hoc, da presentare prima al Ministero e poi alla Comunità europea, per tutelare la piccola pesca artigianale − spiegano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria e Bruno Rivarossa, delegato Confederale −. Essere propositivi e non subire passivamente quel che succede è la chiave di volta: dobbiamo preservare attività come questa, da sempre parte integrante e fondamento della nostra cultura e della nostra economia».

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