Sul sito internet del dipartimento degli Affari Regionali è stata pubblicata la notizia dell’impugnazione da parte del consiglio dei ministri della legge della Regione Liguria n. 7 del 15/07/2022, in particolare l’articolo 18 sul riordino delle aree protette.

Il riordino aveva previsto l’ingresso dei Comuni di Urbe nel Parco del Beigua, di Molini di Triora nel Parco delle Alpi Liguri, di Montoggio nel Parco dell’Antola, ma anche riduzioni di superfici tutelate negli altri comuni, compreso il Parco dell’Aveto.

«Avevamo salutato l’ingresso dei nuovi comuni nel sistema delle aree protette regionale con favore, esprimendo perplessità e chiedendo un ripensamento rispetto ai tagli effettuati negli altri comuni − commenta Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria − ci ha pensato il consiglio dei ministri e le motivazioni che portano all’impugnazione sono particolarmente severe, a proposito delle riduzioni avvenute».

Per il Parco dell’Antola sono solo il nuovo Comune di Montoggio e per una piccola porzione il Comune di Savignone, ad apportare ettari di superficie, tutti gli altri undici Comuni (Busalla, Crocefieschi, Ronco Scrivia, Valbrevenna, Vobbia, Fascia, Gorreto, Montebruno, Propata, Rondanina, Torriglia) invece ne perdono.

Per il Parco Alpi Liguri, un importante taglio alla superficie protetta, giustificato con la necessità di assestare i confini su sentieri e mulattiere, la subisce il Comune di Montegrosso Pian di Latte che passa da 211 ettari a soli 51, perdendone 160. È il taglio più consistente effettuato tra tutti i comuni liguri dei quattro parchi, compensato dall’ingresso di Molini di Triora (218 ettari) e dal mantenimento delle vecchie superfici dei comuni di Cosio di Arroscia, Mendatica, Pigna, Rezzo e Rocchetta Nervina.

Per il Parco dell’Aveto aumentano le superfici i comuni di Borzonasca e Mezzanego, ne perdono Santo Stefano d’Aveto, Rezzoaglio e Ne, quest’ultimo comune ha visto bocciare la propria proposta di inserire una porzione di territorio relativamente alla miniera di Gambatesa.

Per il Parco del Beigua diminuiscono le superfici i comuni di Arenzano, Genova, Masone, Sassello e Varazze, le aumentano Campo Ligure, Cogoleto, Rossiglione, Stella e Tiglieto. La notizia positiva era stata l’ingresso del Comune di Urbe nel territorio del Parco.

Regione Liguria è accusata di aver ridotto le superfici sottraendole alla tutela naturalistica e paesaggistica in assenza di copianificazione col ministero della Cultura.

«Tale aspetto si può contemplare se e solo se si integra e aggiunge territorio da proteggere − sostiene il presidente di Legambiente Liguria − e mai e poi mai se invece viene sottratto, come è stato fatto in questo caso».

Il testo che motiva l’impugnazione sottolinea che Regione Liguria ha ecceduto i limiti propri dell’autonomia regionale, che la norma è illegittima sotto il profilo paesaggistico, in quanto determina una vistosa deroga, se non addirittura un pieno contrasto, al principio della necessaria prevalenza della pianificazione paesaggistica rispetto a ogni altro piano, programma o progetto nazionale o regionale e inoltre, riducendo i confini dei Parchi regionali, appare anche contraria all’articolo 9 della Costituzione, in quanto comporta un abbassamento dei livelli di tutela.

«In attesa del completamento e dell’esito della procedura avviata − afferma Grammatico − abbiamo chiesto da tempo la convocazione del tavolo di lavoro che era stato annunciato dall’assessore regionale ai Parchi Alessandro Piana e dal vicedirettore generale Agricoltura, Risorse Naturali, Aree Protette ed Interne, Federico Marenco, per avviare il percorso che porti all’aumento delle superfici protette in coerenza con la strategia europea della Biodiversità al 2030, ma ancora non abbiamo notizie. Così come non abbiamo notizie dell’integrazione dei comuni che ne hanno fatto richiesta per essere integrati nel perimetro del Parco Nazionale di Portofino e che la regione ha volutamente escluso».

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