Un protocollo d’intesa che sancisce l’avvio di una collaborazione tra Comune di Genova, Università di Genova e Diotima Society per la creazione di un “Transition Institute”.

Si tratta di un punto di partenza per l’avvio, con una sede ancora da definire, di corsi di alta formazione universitaria, master post laurea trasversali, ma anche corsi di specializzazione, master executive, con il faro degli obiettivi di sostenibilità, innovazione sociale, sviluppo economico e territoriale del capoluogo ligure.

Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto a Palazzo Tursi dal sindaco Marco Bucci, dal rettore Federico Delfino e dal presidente di Diotima Society Paolo Zanenga.

Aperta a contributi internazionali, l’iniziativa intende avviare dialoghi e collaborazioni con il territorio, il mondo dell’imprenditoria, della ricerca, della cultura e del terzo settore per diffonderne l’idea e gli scopi e dare vita ad una rete globale di “pure cities”.

«La transizione è la parola clou della nostra società – afferma il rettore Federico Delfino – e possiamo portare un contributo non solo formativo, ma anche all’attività di ricerca che svolgiamo. Con il Comune lavoriamo per farne una città dell’innovazione e insieme a Diotima Society contiamo di sviluppare un network delle pure cities per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Portiamo in questo contesto le alleanze che abbiamo con Siviglia e Nizza. Un laboratorio in cui faremo reskill e upskill, in aiuto non solo ai giovani, ma a chi vuole arricchire le proprie competenze».

«Un nuovo modo di approcciare i collegamenti tra università, istituzioni, mondo della ricerca, trasferendo la conoscenza – dichiara il sindaco Marco Bucci – si usano sistemi, tecnologie a cui non siamo abituati e il transition institute servirà proprio a questo. Il termine pure è interessante, l’abbiamo usato nelle linee programmatiche. Puro in realtà vuol dire non contaminato da agenti esterni, noi stiamo lavorando molto in questa direzione. Siamo coinvolti con personale, locali e spero anche con un aiuto in termini economici».

Paolo Zanenga, presidente di Diotima Society, associazione internazionale non profit, spiega: «L’iniziativa si basa sulla visione innovativa di Diotima Society, che interpreta l’attuale cambiamento di paradigma per accelerare questa trasformazione, accompagnando imprese, finanza, istituzioni della conoscenza e istituzioni di governo in una nuova prospettiva, in cui i patrimoni, siano essi territori o filiere in trasformazione, trovino nuove valorizzazioni, anche grazie al Web 3.0».

 

 

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