Palloni di cuoio cuciti a mano, scarpette da calcio degli anni ’20, maglie di lana striminzite, gagliardetti, parastinchi d’epoca, il pallone originale del primo campionato ufficiale della massima serie istituito dalla Federazione Italiana del Football e disputato a Torino l’8 maggio 1898, la Palla Dapples, storica sfera d’argento messa in palio a proprie spese da Henri Dapples, dirigente del Genoa e primo centravanti della squadra. Sono solo alcuni dei 500 oggetti storici che possono essere riscoperti sotto una luce inedita al Museo del Genoa, che riapre al pubblico a partire da oggi  7 settembre, allestito secondo canoni innovativi e immersivi dalla genovese Ett -Gruppo Scal, industria creativa e digitale. Le applicazioni tecnologiche  implementate da Ett permettono un’esperienza  altamente coinvolgente per riabbracciare la storia della squadra più antica d’Italia, protagonista della scena calcistica nazionale dopo 129 anni di attività agonistica. L’inaugurazione avviene nel 129esimo anniversario (7 settembre 1893) della fondazione della prima grande del calcio italiano.

Il Museo, collocato all’interno della Palazzina San Giobatta, nel  Porto Antico di Genova, è stato ideato e realizzato nel 2009 dalla “Fondazione Genoa 1893”, ente di partecipazione tra i sostenitori rossoblù.

L’amministratore delegato di Ett spa Giovanni Verreschi ha dichiarato che «la possibilità di implementare un impianto tecnologico per dare una nuova prospettiva alla visita del Museo del Genoa ci ha permesso di conoscere il mondo del calcio da un punto di vista socio-culturale. Ancora una volta il sapere scientifico-tecnologico si è trovato a fare i conti con quello storico-umanistico per trovare soluzioni esaurienti rispetto alle esigenze conoscitive del pubblico».

All’inizio del percorso della visita viene consegnato un braccialetto elettronico (tag NFC) grazie al quale, entrando nelle sei sale reinterpretate da Ett, si possono attivare nuove esperienze interattive, attraverso le quali approcciare la storia dei rossoblù.

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