Borse europee in forte ribasso, alle preoccupazioni per i danni al gasdotto Nord Stream e per l’annessione di territorio ucraino alla Russia prevista per domani si sono aggiunte quelle per la crescita dell’inflazione in Germania e il ribasso di Wall Street. Parigi segna -1,53%, Francoforte -1,71%, Londra -1,77%, Madrid -1,98%, Milano -2,40%.

Poco mosso lo spread Btp/Bund a 244 punti (variazione +1,04%, rendimento Btp 10 anni +4,65%, rendimento Bund 10 anni +2,20%).

A Piazza Affari nel Ftse Mib risultano in rialzo solo Leonardo (+0,96%), dopo il -6% di ieri, ed Eni (+0,15%) e hanno retto i titoli difensivi, come le utility, mentre sono crollati Stm (-5,4%) e Prysmian (-4,65%) con i tech Usa, e il settore auto (Stellantis (-4,77%), Pirelli (-4,44%).

Sul valutario, l’euro vale 0,978 dollari (0,9714 in avvio e ieri 0,963) e 141,379 yen (140,5 yen, da 139,2), mentre il rapporto dollaro/yen è a 144,516 (da 144,45). La sterlina, dopo l’intervento della Bank of England sul mercato, vale 1,105 dollari (1,074 ieri, dopo aver toccato 1,0539, nuovo minimo da 20 anni).

Petrolio in rialzo: il Wti, contratto di novembre, guadagna lo 0,33% a 82,42 dollari al barile e il Brent di pari scadenza sale dello 0,17% a 89,47 dollari. Nel finale scivola del 9,5%, portandosi a 187,5 euro al megawattora, il valore del gas, dopo il balzo della vigilia sopra i 200 punti con le notizie su Nord Stream. In rialzo lo spread, che ha chiuso a 246 punti, dai 243 della vigilia.

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