Chiusura in netto calo per le Borse europee, dopo le strette sui tassi decise dalla Federal Reserve e dalla Bank of England. Queste misure hanno depresso i listini, tranne i bancari, e spinto gli interessi dei titoli di stato: il Treasury a dieci anni è al 3,69%, quello sul Btp al 4,2%). Preoccupa inoltre la crescente tensione in Ucraina, dopo l’annuncio dei referendum nelle zone occupate dai russi e le minacce Putin sullla possibilità dell’impiego di armi nucleari. Londra segna -1,08%, Madrid -1,24%, Parigi -1,87%, Francoforte -1,84%, Milano -1,07%. Spread Btp/Bund sui 219 punti (variazione -2,42%, rendimento Btp 10 anni +4,17%, rendimento Bund 10 anni +1,98%).

A Piazza Affari sono salite le banche, con Unicredit (+5,32%) in testa, anche perché l’ad Andrea Orcel e ha preannunciato una revisione al rialzo delle previsioni per il 2023, seguita da Fineco (+4,78%) e Bper (+3,34%). Hanno sofferto i titoli farmaceutici: Diasorin- 6,55%, Recordati il 4,75%. Tonfo di Stm (-6%), in sintonia con il comparto tecnologico, e di Moncler (-5,91%).

Sul fronte dei cambi, l’euro è scivolato a 0,9824 dollari (da 0,9986 della vigilia), mentre lo yen vale 142,14 dollari, dopo aver toccato 145 dollari, minimi da dicembre 1998. L’euro-yen si attesta a 139,47 (143,34 alla chiusura di ieri).

Petrolio in rialzo: il wti, contratto con consegna a novembre, segna un +0,47% attestandosi a 83,33 dollari al barile.

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