«Il bando da 500 mila euro che la Regione ha aperto oggi a tutti gli enti locali è una presa di coscienza importante e un risultato per tutta la Liguria. Soprattutto per chi spesso è stato lasciato solo, come i sindaci dei Comuni più piccoli e meno attrezzati».
Roberto Centi, presidente della Commissione regionale Antimafia, commenta il bando regionale rivolto alle amministrazioni locali per finanziare interventi sui beni immobili confiscati alla criminalità organizzata.

Gli enti interessati avranno tempo fino al 25 ottobre per presentare la loro adesione al bando che, complessivamente, mette a disposizione una dote di 500 mila euro. Il singolo contributo regionale per ogni progetto può arrivare ad una quota massima dell’80% delle spese ammissibili.

Nello specifico gli interventi ammessi dal bando devono essere volti al recupero e alla rifunzionalizzazione del bene confiscato per la finalità sociale a cui è destinato. Ad esempio assistenza socio/sanitaria, servizi sociali di comunità, centri antiviolenza, servizi per l’infanzia, anziani e/o disabili oppure centri culturali, di formazione e dedicati allo sport.

I beni immobili interessati dagli interventi non devono essere gravati da ipoteche o atti di pignoramento, devono risultare regolari da un punto di vista urbanistico-edilizio e liberi da persone che occupano il bene in modo illegittimo. Inoltre, gli interventi sui beni oggetto del finanziamento del bando devono concludersi entro 12 mesi dalla concessione del contributo (prorogabili una volta sola per ulteriori 6 mesi).

«Finalmente dopo tutto il lavoro della Commissione regionale Antimafia che in questo anno e mezzo dall’inizio della sua piena operatività ha effettuato decine di audizioni, ha avuto contatti con istituzioni, enti, prefetti, rappresentanti delle forze dell’ordine, coordinamento nazionale delle Commissioni Antimafia, presidenti delle analoghe commissioni di altre regioni, personalità di rilievo nazionale nella lotta alla illegalità come Nicola Gratteri, Salvatore Borsellino e Nando Dalla Chiesa – dichiara Centi − oggi la Regione, con un saggio provvedimento di Giunta, si dota di questo strumento che è un bel segnale visto che i fondi andranno a chi ha proposte e progetti di valore per rifunzionalizzare i beni confiscati alle mafie. Finalmente ci si è resi conto che la Liguria merita di affrontare il tema mafia di petto perché viviamo in una realtà in cui il radicamento della ‘ndrangheta è grave. Inoltre il valore simbolico del bene confiscato ricollocato e messo a disposizione della collettività, è enorme».

«Tutta la Liguria merita un aiuto in termini economici, anche i comuni minori, perché il fenomeno è diffuso – conclude Centi −. I sindaci non devono essere lasciati soli soprattutto in termini di risorse economiche e, come prevede la nostra proposta di legge, anche in termini di risorse umane. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma intanto un primo passo fattivo da oggi è stato fatto».

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