Una rete di musei europei che collega città distanti − Genova, Sarajevo, Amsterdam − unite da un obiettivo comune: parlare di temi complessi ai bambini e alle famiglie, raccontare le migrazioni, la guerra, la libertà di culto.

Da mercoledì 28 a venerdì 30 settembre il Galata Museo del Mare di Genova ospita il convegno internazionale “Museums and families for change”, parte di un progetto europeo guidato dalla Rete Lilliput di Genova e Icsc-Europe, International Coalition of Sites of Conscience.

Lo scopo è coinvolgere operatori museali da tutta Europa, per ripensare il concetto di museo e renderlo protagonista del cambiamento e luogo di cittadinanza attiva anche per le famiglie con bambini.

Il convegno sarà aperto al pubblico e gratuito mercoledì 28 settembre, dalle 11 alle 17. Al Galata Museo del Mare (Calata De Mari 1) si incontreranno per la prima volta in Italia i partner di Lilliput Plus, ovvero la rete Lilliput a piccoli passi nei musei e l’International Coalition of Sites of Conscience – Europe, composta da 46 musei, siti d’interesse storico e organizzazioni che affrontano il tema della memoria in 21 Paesi.

Al progetto partecipano il Muma-Galata Museo del Mare di Genova, sul tema delle migrazioni; il Museum Our Lord In the Attic di Amsterdam, sul tema della libertà di culto; il War Childhood Museum di Sarajevo, sul tema della guerra vista con gli occhi dei bambini.

Al convegno saranno presentati i risultati dei test della metodologia utilizzata da Lilliput all’interno di questi musei. Negli scorsi mesi i tre musei hanno infatti sperimentato – e hanno ora allestito, grazie al progetto – un percorso ideato dalla Rete Lilliput. Le tappe sono individuabili tramite un segnale con un animale guida nel museo (a Genova, per esempio, si tratta di una sterna bianca, uccello migratore) in cui le famiglie potranno giocare e conoscere meglio i temi del museo grazie al kit Lilliput, tradotto anche in olandese e bosniaco. Tutti i percorsi sono già visitabili.

«Lo scopo non è solo aumentare la presenza delle famiglie nei luoghi culturali, ma anche far crescere la loro partecipazione e il grado di soddisfazione delle visite, grazie ad attività e un linguaggio adatto al pubblico più piccolo e ai loro accompagnatori − spiega Elisa Moretto di Lilliput − Ma puntiamo anche ad avviare nuove collaborazioni sul tema della relazione fra famiglie e musei, da considerare come luoghi sociali, di comunità e agenti di cambiamento».

Secondo Justine Di Mayo di International Coalition of Sites of Conscience – Europe, «l’Icsc accompagna i musei a ridefinire il loro ruolo e a fornire opportunità di riflessione critica e di discussione aperta sulle questioni sociali più urgenti di oggi, con l’obiettivo di agire per garantire un futuro più equo e pacifico. Coinvolgere le famiglie con bambini in questi sforzi è cruciale per promuovere l’impegno sociale e il dialogo, partendo dal basso».

I tre giorni di incontro, studio e formazione sono rivolti a operatori museali e culturali stranieri e da tutta Italia, con l’obiettivo di avviare confronto e collaborazioni sul tema della relazione fra musei, famiglie e società. Le riflessioni si svilupperanno attraverso la voce di musei italiani e stranieri, con la testimonianza dei professionisti che quotidianamente lavorano intorno a queste domande, con il contributo di sociologi, artisti e pedagogisti.

Oltre ai numerosi musei italiani, parteciperanno rappresentanti di oltre 10 diversi Paesi: dall’Albania alla Francia, dalla Spagna alla Finlandia, sino all’Irlanda, la Spagna, il Portogallo, la Bosnia e i Paesi Bassi.

Per partecipare al convegno aperto al pubblico del 28 settembre è possibile iscriversi tramite questo link. Il convegno sarà bilingue inglese-italiano, con traduzione simultanea per entrambi i pubblici.

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