A soli due mesi dalla sua prima visita a Genova, l’ambasciatore della Tanzania Mahmoud Thabit Kombo ha partecipato oggi, nella sala dorata della storica sede camerale di via Garibaldi 4, alla firma di un protocollo di collaborazione economica e industriale con il presidente della Camera di Commercio di Genova Luigi Attanasio.

L’intesa, che segna un capitolo importante nella collaborazione fra i due territori, prevede che le parti avviino canali di informazione reciproca sulle opportunità di affari, investimenti, cooperazione industriale, import-export e turismo nei due Paesi, e forniscano assistenza concreta alle imprese interessate a stabilire partenariati e effettuare investimenti.

Alla cerimonia hanno preso parte, in collegamento dalla Tanzania, Paul Kovi, presidente della Camera di Commercio della Tanzania continentale, e All Amour, presidente della Camera di Commercio di Zanzibar, sottoscrittori dell’intesa insieme al presidente Attanasio. La Repubblica Unita della Tanzania è formata infatti dall’unione del Tanganica, sul continente, con l’arcipelago di Zanzibar, Unguja e Pemba.

La presidente della Tanzania, Samia Suluhu Hassan, ha lanciato di recente grandi progetti infrastrutturali e un ambizioso programma di trasformazione agricola incentrato sull’agribusiness che richiedono forti investimenti privati, in un paese che continua a crescere: secondo il Fmi, nel 2022  la crescita del pil della Tanzania si attesterà sul 4,8%.

L’Italia ha relazioni consolidate da tempo con la Tanzania, fin dalla sua indipendenza. Gli investimenti italiani, da allora, ammontano a circa 2 miliardi di euro, principalmente nell’industria turistica, in hotel e resort nelle isole dell’arcipelago di Zanzibar, nei parchi di Serengeti e Ngorongoro e nella regione del Kilimanjaro.

Attualmente dall’Italia partono circa 10 voli diretti a settimana per la Tanzania, da diversi aeroporti, per un totale di 6.000 turisti al mese durante l’alta stagione.

L’Italia importa dalla Tanzania principalmente frutta secca (anacardi), spezie (chiodi di garofano, curcuma, cardamomo, cannella), frutta (avocado) e pellami di animali per l’industria conciaria nazionale.

La Tanzania importa invece macchinari per l’industria agroalimentare (pompe d’acqua per i grandi progetti di irrigazione) e derrate alimentari (olio d’oliva e pasta).

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