«Parte un progetto pilota, che segna un cambio di paradigma, perché costituisce la prima applicazione concreta della direttiva della presidenza del Consiglio dei ministri del 7 dicembre 2021 con cui viene introdotta la valutazione di sostenibilità degli investimenti pubblici in modo che le opere infrastrutturali possano generare impatti positivi sulla competitività del Paese e anche sulla qualità della vita delle persone». Così il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile Enrico Giovannini questa mattina a Genova, dopo la firma del protocollo d’intesa con le istituzioni locali, ha presentato in conferenza stampa il progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana delle aree interessate dagli interventi di potenziamento ferroviario Genova-Campasso, previsti nell’ambito del Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi–Nodo di Genova, finanziato dal Pnrr. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il commissario straordinario per il Progetto unico Terzo Valico-Nodo ferroviario, Calogero Mauceri, il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, il sindaco di Genova, Marco Bucci e l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Luigi Ferraris.

«Grazie all’intensa collaborazione interistituzionale con gli enti territoriali che ne consentirà la rapida attuazione – ha aggiunto il ministro – il Progetto integrato è un esempio di come sia possibile cambiare il modo di realizzare le opere pubbliche prevedendo la creazione di infrastrutture necessarie per modernizzare il Paese, ma tenendo conto delle esigenze di riqualificazione e rigenerazione del territorio in un’ottica di sostenibilità economica, sociale e ambientale».

Enrico Giovannini

Il progetto, nato su impulso di Giovannini dopo un incontro a Genova con i rappresentanti della comunità locale nell’estate 2021, dovrà essere avviato e armonizzato con i tempi di realizzazione del Terzo Valico, e prevede diversi interventi secondo criteri di sostenibilità economica, sociale e ambientale con l’obiettivo di ridurre il disagio abitativo derivante dalla prossimità degli edifici al sedime ferroviario. Si procederà alla demolizione di edifici e alla riqualificazione delle aree corrispondenti, alla realizzazione di spazi verdi e di interventi per aumentare la varietà degli spazi pubblici, multifunzionali e attrezzati, per la collettività.

La fase iniziale dei lavori comporta un investimento di 89 milioni di euro. Per quanto riguarda la totalità dell’opera, il Governo attuale prevede la necessità di ulteriori 100 milioni di euro. L’ammontare effettivo dell’investimento comunque dipenderà dalle modalità con cui verrà realizzato il progetto, sulle quali gli enti territoriali potranno avere un ruolo determinante, e dalle decisioni del nuovo Governo.

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha precisato che «Nelle scorse settimane la Regione ha attivato la procedura di Pris, Programma Regionale d’Intervento Strategico, per quanto riguarda i soggetti interferiti dai lavori di realizzazione dell’ultimo miglio del Terzo Valico ferroviario che riguarda la medesima tratta che va da Fegino al porto di Genova e attraversa l’area del Campasso, a Certosa».

Il ministro e il sindaco di Genova Marco Bucci hanno incontrato anche i presidenti dei Municipi 2 e 5 interessati dagli interventi e una delegazione dei comitati cittadini per avviare un confronto aperto per ottenere una migliore condivisione delle opere che il Comune di Genova dovrà realizzare in qualità di soggetto attuatore. «Dal confronto con i comitati locali – ha detto Bucci – nascono idee importanti, l’ho sperimentato nella vicenda di Ponte Morandi. In questo caso i comitati hanno già chiesto, e ottenuto, che le merci pericolose non passino attraverso l’area del Campasso. Si andrà avanti così, il progetto verrà definito sulla base del dialogo con i cittadini. Secondo lo spirito della direttiva del 7 dicembre 2021 la comunità di Certosa trarrà un beneficio dal progetto, che infatti prevede sia la riqualificazione sia la rigenerazione dell’area. Il Comune, con questo protocollo, si impegnerà nella realizzazione di opere per la mitigazione dell’impatto dei lavori e nella rigenerazione urbana dei quartieri che sono e saranno interessati dalla cantierizzazione e dal passaggio dell’infrastruttura. Per fare fronte a questi impegni il Comune dovrà procedere all’assunzione di personale amministrativo e tecnico. Le risorse per queste assunzioni vanno a carico del Comune. E ci sono. Garantisco che non si avranno ritardi nell’esecuzione dei lavori per problemi di personale».

Il commissario Mauceri ha annunciato che lo scavo delle gallerie del Terzo Valico è arrivato all’81%.

In dettaglio, per realizzare il Progetto, l’area limitrofa alla linea ferroviaria sarà suddivisa in tre segmenti omogenei in relazione alla distanza dei fabbricati dalla più vicina rotaia, definiti in base al principio secondo il quale il disagio abitativo e la variazione di valore permanente delle unità immobiliari hanno un’incidenza progressivamente decrescente con la distanza dalla linea ferroviaria:

Fascia 1 – distanza fino 10 m dalla rotaia più vicina: per tali fabbricati viene previsto l’esproprio, la demolizione degli edifici anche se solo parzialmente ricadenti nella fascia di riqualificazione;

Fascia 2 – distanza da oltre 10 m e fino a 20 m dalla rotaia più vicina: esproprio e/o indennizzo degli edifici, anche se solo parzialmente ricadenti nella fascia stessa, con conseguente assunzione della proprietà da parte del Comune nel caso di esproprio, che si impegna ai connessi interventi di riqualificazione e rigenerazione degli edifici acquisiti anche con risorse proprie;

Fascia 3 – distanza da oltre 20 m e fino a 30 m dalla rotaia più vicina: viene previsto l’indennizzo connesso all’intervento di riqualificazione.​

In allegato il Protocollo d’Intesa, la scheda con i principali elementi informativi e la presentazione del Progetto.

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