Unioncamere in collaborazione con il Centro studi Tagliacarne e Si.Camera hanno pubblicato il V Rapporto sull’imprenditoria femminile da cui emerge che le imprese rosa sono un milione e 345 mila e rappresentano il 22% del totale, ma restano più piccole, più fragili e chiudono prima rispetto a quelle a conduzione maschile.

Il dato ligure è in linea con quello nazionale. In regione la percentuale delle imprese femminili è pari al 22,1% (22,2% nazionale): le imprese femminili sono 35.672
su un totale di 161.414 imprese liguri.

Per quanto riguarda le province, il dato percentuale migliore si registra alla Spezia: qui le imprese rosa sono il 26% del totale, in termini assoluti 5.366. A seguire si posiziona la provincia di Savona con il 24,8% (7.207 imprese), seguita da Imperia con 23,3% (5.872). Genova è al di sotto della media nazionale: le imprese femminili sono il 19,9% (in totale 17.227).

Dal report emerge che l’universo delle imprese femminili ha caratteristiche proprie rispetto alle imprese gestite da uomini: una maggior concentrazione nel settore dei servizi (66,9% contro il 55,7%), minori dimensioni (il 96,8% sono micro imprese fino a 9 addetti, contro il 94,7% delle maschili), una forte diffusione nel Mezzogiorno (il 36,8% delle imprese guidate da donne opera in queste regioni, contro il 33,7% delle non femminili).

Le analisi effettuate mostrano anche che le imprese femminili hanno una minore capacità di sopravvivenza: a tre anni dalla loro costituzione, restano ancora aperte il 79,3% delle attività guidate da donne, contro l’83,9% di quelle a guida maschile e, dopo cinque anni, la quota delle imprese femminili che sopravvivono è del 68,1%, contro il 74,3% delle altre.

Più giovani donne, però, scelgono la via dell’impresa: le imprese giovanili femminili sono il 10,5% del totale delle aziende condotte da donne, mentre l’imprenditoria giovanile pesa il 7,6% sull’insieme delle imprese maschili. Fondare un’impresa rappresenta anche una via importante di integrazione sociale ed economica e questo vale ancora di più per le donne. Le imprenditrici di origine straniera sono infatti percentualmente più numerose: tra le imprese femminili, quelle guidate da straniere sono l’11,8%, a fronte del 10,4% di quelle condotte da uomini.

Nel secondo trimestre 2022, rispetto allo stesso periodo del 2021, il numero delle imprese femminili è rimasto sostanzialmente stabile, crescendo di 1.727 unità (+0,1%).

Il confronto con lo scorso anno mostra un incremento delle imprese femminili soprattutto nell’industria (+0,3%) e nei servizi (+0,4%), tra le società di capitali (+2,9%), nel Mezzogiorno (+0,6%), tra le imprese straniere (+2,6%).

 

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