«Non occorrono soluzioni estemporanee a problemi strutturali − rimarca il segretario − purtroppo siamo lontani dal definire perimetri e governare processi. Chiediamo un maggior coinvolgimento del sindacato ai tavoli della sicurezza a partire da quelli prefettizi per arrivare a quello regionale. Il tema delle risorse è importante per affrontare il tema della sicurezza, a partire dal presidio del territorio anche attingendo dai fondi del Pnrr. Intendiamo aprire un dialogo costruttivo con le Prefetture nostre referenti per la sicurezza delle città e gli enti preposti per stabilire regole eque che rendano sicuro il nostro territorio ma anche i lavoratori che operano nell’ambito della sicurezza».

Durante la riunione del coordinamento della sicurezza attiva il sindacato ha evidenziato criticità ben lontane dall’essere risolte: “La linea di confine tra sicurezza urbana e ordine pubblico è molto sottile (manca il personale nelle forze dell’ordine), la polizia locale genovese, ad esempio, si trova a intervenire in questi giorni sul tema dell’accoglienza dei minori  e viene utilizzata come vigilanza. Sono in aumento le aggressioni nei pronto soccorso delle strutture ospedaliere delle principali città della Liguria,  tanto che da anni la Uil chiede un posto di polizia presso i pronto soccorso. Le guardie giurate non effettuano la formazione adeguata e vengono impiegate per mansioni per le quali non sono state addestrate o che non sono pertinenti ai loro incarichi. A bordo dei bus del trasporto pubblico locale non si contano più le aggressioni e lo spaccio prende piede sui mezzi”.

 

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