La giunta regionale ha deliberato lo stanziamento di 761.569 euro per la realizzazione delle attività previste dal Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza dei caregiver familiari per l’anno 2021 residenti in Liguria.

«La figura del caregiver familiare ha un grande valore sociale oltre che economico − sottolinea l’assessore alle Politiche socio sanitarie Ilaria Cavo − perché si prende cura del proprio parente. In particolare con queste risorse andiamo a sostenere chi si trova a seguire un proprio caro affetto da Alzheimer, da altre gravi demenze e da gravissima disabilità. Questo fondo ha come obiettivo quello di consentire al caregiver di mantenere una dignità e autonomia di vita conciliandola con l’azione di cura quotidiana che svolge per il proprio congiunto. Il piano operativo di questa misura punta alla realizzazione di interventi che danno anche sollievo al caregiver come la possibilità di svolgere attività per la propria cura, di assentarsi per il fine settimana o per un breve periodo di ferie».

Le risorse sono erogate attraverso i comuni capofila delle 5 Conferenze dei sindaci applicando i criteri utilizzati pere la ripartizione del Fondo sociale. L’intervento, previsto in via sperimentale, consiste in un contributo economico pari a 350 euro, non rendicontabili per un massimo di 12 mesi, prorogabili e fino a esaurimento delle risorse del fondo finalizzato al sostegno del ruolo di cura e assisenza del caregiver familiare. Sono anche previsti interventi di sollievo a domicilio, che si concretizzano nella temporanea sostituzione del caregiver, nel compito di assistenza alla persona disabile, da parte di personale idoneo. Possono accedere alla misura i caregiver con Isee ordinario fino a 25 mila euro.

Nella stessa giunta regionale è stato deliberato di individuare come ambiti di sperimentazione del progetto Careleavers il Comune di Genova e la conferenza dei sindaci della Asl 2 con capofila il Comune di Savona assegnando loro complessivamente la somma di 375.000 euro.

«Questo provvedimento − aggiunge l’assessore − si inserisce nell’ambito della sperimentazione del progetto nazionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali Careleavers che punta alla realizzazione di interventi per coloro che, al compimento della maggiore età, vivono fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria che li abbia collocati in comunità residenziali o in affido eterofamiliare».

L’obiettivo generale del progetto è quello di accompagnare i neomaggiorenni all’autonomia attraverso la creazione di supporti necessari per consentire loro di costruirsi gradualmente un futuro e di diventare adulti dal momento in cui escono dal sistema di tutele. Il progetto che ha una durata triennale e accompagna i beneficiari fino al compimento del 21-esimo anno di età è il frutto di una valutazione elaborata da parte dell’assistente sociale, gli educatori della comunità o i familiari affidatari preferibilmente già dal diciassettesimo anno di età. «È particolarmente importante sottolineare − conclude Cavo − che i ragazzi e le ragazze vengono accompagnati per realizzare i propri percorsi che possono essere orientati al completamento degli studi secondari superiori o la formazione universitaria, alla formazione professionale o l’accesso al mercato del lavoro».

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