Pastorino (Linea Condivisa): «Abbattere le barriere architettoniche al Biscione»

«Mentre si sta ristrutturando dal punto di vista edilizio questo complesso si registra una completa disattenzione nei confronti delle persone più deboli e fragili»

Pastorino (Linea Condivisa): «Abbattere le barriere architettoniche al Biscione»

«Giovanna Sainato, 64 anni e da anni costretta a spostarsi con la sedia a rotelle, vive un incubo: non può uscire di casa in completa autonomia a causa delle barriere architettoniche presenti nel suo quartiere. La sua casa nel Biscione la isola di fatto da tutto». È quanto denuncia in una nota Gianni Pastorino, capogruppo di Linea Condivisa in consiglio regionale.

«Qui – spiega Giovanna Sainato – ci sono tantissime persone che purtroppo hanno serie problematiche a uscire di casa per le barriere architettoniche. Chiediamo semplicemente un po’ di aiuto per poter uscire di casa con le nostre “gambe ruotanti”, senza dover stare paralizzati dopo aver fatto 24 scalini. Vorrei tanto che nel consiglio comunale e regionale non si scannassero ma che trovassero una soluzione a questo problema. Allora sì che quei politici mi rappresenterebbero perché si metterebbero tutti insieme per fare qualcosa di bello, di umano, di civile. Perché è incivile quello che ci fanno vivere».

«Giovanna – precisa la nota – è venuta a vivere nel Biscione nel 2000 come inquilina di Arte (Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia della provincia di Genova). Con il tempo è riuscita ad acquistare l’abitazione e ora l’appartamento al terzo piano in cui vive è di sua proprietà. Nel suo palazzo c’è l’ascensore ma è troppo piccolo per poter entrare con la carrozzina. Il montascale installato all’esterno poi non è progettato per sostenere il peso della carrozzina elettrica. Giovanna dunque per poter utilizzare il montascale deve usare la classica sedia a rotelle e deve essere supportata sempre nello spostamento da una persona».

«Giovanna sta compiendo questa battaglia da anni – sottolinea Pastorino che l’ha voluto incontrare –. L’assurdità di questa situazione è che, mentre si sta ristrutturando dal punto di vista edilizio questo complesso nato negli anni 70, ancora una volta si registra una completa disattenzione nei confronti delle persone più deboli e fragili. La nostra politica e la collettività dovrebbero tutelare maggiormente i diritti delle persone disabili: dal diritto alla mobilità fino al diritto alla salute, passando per il diritto alla socialità. Non si possono spendere centinaia di migliaia di euro per portare avanti un progetto di ristrutturazione edilizia senza abbattere le barriere architettoniche. Questo mette in evidenza ancora una volta che per il Governo, la Regione e il Comune le persone con disabilità non esistono. Sono cittadini e cittadine di serie B. Questo noi lo denunciamo e ci faremo portavoce nelle sedi opportune affinché nessuna persona venga lasciata isolata, né al Biscione né altrove».

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