Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva in Liguria, nella settimana 20-26 luglio 2022, rispetto alla precedente, un calo sia dei casi attualmente positivi ogni 100 mila abitanti (1.484), sia della variazione (-17%). Sono invece ancora oltre il limite minimo i posti letto occupati da pazienti Covid in area medica (27,8%) e in terapia intensiva (6%).

Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-20 luglio 2022 sono state registrate in Italia oltre 813 mila reinfezioni, pari al 5,2% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 13-20 luglio si è attestata al 12% (n. 75.060 reinfezioni), in leggero aumento rispetto alla settimana precedente (11,7%).

Per quanto riguarda i vaccini la Liguria è poco sotto la media italiana per quanto riguarda la copertura delle quarte dosi: 11,9%, mentre la popolazione che non ha ricevuto neanche la terza dose è il 17,5% con il 13,8 che sarebbe attualmente vaccinabile. Il 27,2% dei giovani tra 5 e 11 anni ha completato il ciclo, mentre la popolazione over 5 anni non vaccinata è al 9% con nessuna dose (al netto dei guariti) e il 3,7% tra i guariti da meno di 180 giorni.

Secondo Gimbe la campagna vaccinale per la quarta dose non decolla e rimane ancora molto lontano il target di 100 mila somministrazioni fissato dalle linee di indirizzo dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale.

«Mentre la discesa dei nuovi casi prosegue sostenuta – conclude Cartabellotta – i ricoveri in area medica e in terapia intensiva non hanno ancora raggiunto il picco e soprattutto i decessi continuano ad aumentare, documentando, indirettamente, che il numero reale di casi è molto più elevato di quelli noti alle statistiche ufficiali. Se da un lato è difficile prevedere gli scenari futuri, dall’altro è possibile definire alcune ragionevoli certezze. Innanzitutto, con l’arrivo della stagione autunno-inverno assisteremo verosimilmente a un nuovo aumento della circolazione virale che, in assenza di investimenti sui sistemi di aerazione e ventilazione nei locali al chiuso, potrà essere ridotta solo attraverso l’utilizzo di mascherine Ffp2; in secondo luogo, la popolazione a rischio di malattia grave è molto numerosa e va aumentando man mano che ci si allontana dalla data di somministrazione della terza dose: al 27 luglio, prendendo in considerazione over 60 e fragili, si contano 896 mila non vaccinati, 1,94 milioni senza la terza dose, 14,4 milioni senza quarta dose; ancora, i trattamenti antivirali rimangono sotto-utilizzati rispetto alle indicazioni. Ecco perché è indispensabile predisporre adesso il piano di preparedness per l’autunno-inverno, perché la strumentalizzazione elettorale della gestione pandemica può compromettere la salute delle persone più fragili. In tal senso l’Oms Europa propone di puntare su 5 “stabilizzatori” della pandemia: aumentare le coperture vaccinali con tre dosi nella popolazione generale; offrire la quarta dose alle persone a rischio dopo 120 dalla somministrazione della terza; promuovere l’utilizzo delle mascherine al chiuso e sui mezzi pubblici; areare gli spazi pubblici affollati, quali scuole, uffici, bar e ristoranti, mezzi di trasporto pubblico; applicare rigorosi protocolli terapeutici per le persone a rischio di malattia grave».

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