Chiusura positiva ma cauta delle Borse europee, dopo le misure anti-inflazione annunciate dalla Bce e di fronte alle incertezze sulle forniture di gas russo e alla crisi politica italiana. In difficoltà Wall Street, soprattutto sul Nasdaq, dopo le deludenti trimestrali di Twitter e Snap. Londra segna +0,16%, Francoforte +0,08%, Parigi +0,25%, Milano +0,07%.

Lo spread Btp/Bund è a 234 punti (variazione +2,42%, rendimento Btp 10 anni +3,31%, rendimento Bund 10 anni +0,96%).

A Piazza Affari in testa al Mib si piazzano Terna (+2,45%), Inwit (+2,39%), Banca Generali (+2,18%), Prysmian (+2,12%). In coda Unicredit (-2,36%) che come gli altri bancari risente dell’instabilità politica, Tim (-2,04%) dopo che Moody’s ha ridotto il rating con la fine anticipata del governo che mette in dubbio la chiusura di alcuni dossier, come la rete unica), Fineco (-1,66%), Bper (-1,59%).

Sul fronte dei cambi, l’euro scambia in leggero rialzo a 1,0224 dollari (da 1,0199 ieri in chiusura) mentre cala verso lo yen a 139,14 (140,92). Dollaro/yen a 136,12.

Salgono i prezzi del gas del 3,2% a 160,6 euro al megawattora, e del petrolio: i future del Wti con consegna a settembre valgono 96,8 dollari al barile (+0,5%) e quelli del Brent pari scadenza 104,6 dollari (+0,8%).

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