C’è preoccupazione, tra i medici di famiglia liguri, per la sorte dei propri dipendenti, come segretarie e infermiere, oltre 500 in tutta la regione.

In una nota stampa di Medicoopliguria, che conta oltre 200 soci tra medici di famiglia e pediatri, nonché quasi 100 dipendenti, il presidente della cooperativa Pier Claudio Brasesco, medico di famiglia, denuncia: «In questi mesi viene a ridursi progressivamente la fonte di finanziamento dei servizi di segreteria e infermeria negli studi dei medici di medicina generale, in virtù del nuovo accordo collettivo nazionale per la medicina generale. Con il pensionamento dei medici, assai frequente in questo periodo, cessano i contributi Asl per i suddetti servizi e di conseguenza si riducono le ore di attività di servizio fino alla possibilità di licenziamento per mancanza di fondi».

«Per loro e per mantenere  un servizio assai utile per la popolazione − sottolinea Pier Brasesco − i medici di famiglia di Medicoopliguria chiedono al presidente Toti, in qualità di assessore alla Sanità della Regione, precise garanzie che i fondi dedicati a questi servizi (con i quali i medici pagano i propri dipendenti) vengano mantenuti inalterati ed eventualmente aumentati in vista delle riforme collegate al Pnrr».

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