La riapertura del gasdotto Nord Stream sembra incerta, mentre i listini attendono la riunione della Bce, che domani dovrà decidere di quanto aumentare i tassi -25 o 50 punti base – e dare indicazioni al mercato sullo scudo anti-spread e a Milano la crisi politica aumenta il nervosismo degli investitori. Francoforte segna – 0,2%, Parigi – 0,27%, Londra -0,44%, Milano -1,60%.

A Piazza Affari lo scenario di instabilità politica ha penalizzato soprattutto le banche, che ieri si erano giovate della prospettiva della fine dei tassi a zero, e ha causato un ampliamento dello spread Btp/Bund a 215 punti (variazione +3,02%, rendimento Btp 10 anni +3,35%, rendimento Bund 10 anni +1,20%). In fondo al listino principale sono finiti Italgas (-4,18%), Intesa Sanpaolo (-3,55%), UniCredit (-2,77%), Saipem (-3,89%). Tra le poche in controtendenza Stm (+2,24%) grazie alla spinta del Nasdaq legata alle previsioni sopra le attese di Netflix.

Sul mercato valutario, l’euro cala a 1,0207 dollari (da 1,0234 dollari ieri in chiusura) e vale 140,94 yen (141,071), con il dollaro/yen a 138,08 (137,83).

In leggera diminuzione il prezzo del gas a 151 euro al megawattora (-2,2%), e quello del petrolio, il contratto consegna di settembre sul Wti passa di mano a 99,7 dollari al barile (-1,1%) e il Brent stesso mese scivola a 106,9 dollari (-0,4 per cento).

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